La testimonianza

Sfregiato con l’acido: “Nessuno mi ha aiutato”

Giuseppe Morgante, sfregiato con l'acido dalla sua ex un anno e mezzo fa, racconta la solitudine in cui è stato lasciato: "Non mi sento una vittima".

Sfregiato con l’acido: “Nessuno mi ha aiutato”
Cronaca Legnano e Altomilanese, 27 Novembre 2020 ore 15:46

Sfregiato con l’acido a Legnano dalla ex fidanzata: lo sfogo di Giuseppe Morgante dopo un anno e mezzo da quella violenza.

Sfregiato con l’acido: l’episodio un anno e mezzo fa

Era una sera di maggio del 2019 a Legnano quando l’ex fidanzata di Giuseppe Morgante, Sara Del Mastro, gli ha scagliato in faccia un bicchiere di acido. Da quel momento la vita del giovane è radicalmente cambiata ed è iniziato un vero e proprio calvario. Tanti gli interventi chirurgici a cui si è dovuto sottoporre. Interventi che non sono ancora terminati. Del Mastro è stata condannata a 7 anni e 10 mesi a cui si sono aggiunti 2 anni di libertà condizionata.

Lo sfogo di Morgante

Dopo un anno e mezzo da quel momento in cui la sua vita è completamente cambiata, Morgante racconta la sua solitudine e come sia mancato un aiuto reale. E lo fa attraverso la campagna di sensibilizzazione contro la violenza di ogni genere realizzata dal  Comune di Parabiago. “Nessuno ha mai fatto nulla per me, nessuno mi sta aiutando nemmeno per le operazioni che ho ancora in sospeso all’Ospedale Niguarda alle quali non ho i soldi per sottopormi privatamente – ha raccontato Morgante – Lo Stato dov’è?”. Eppure lui non si sente una vittima. “Non sono una vittima: mi è capitato un atto folle da parte di un mostro, ma non mi sento una vittima. Cerco di rialzarmi in tutti i modi possibili, voglio solamente giustizia: se riuscirò un giorno cercherò di aiutare il prossimo non solo a parole ma con i fatti. Spero che riusciremo a cambiare le cose a livello non tanto materiale ma morale nella testa della gente. Serve più umanità, più amore e più rispetto, è fondamentale per riuscire a creare un mondo migliore”.

Le altre testimonianze

Alla giornata di sensibilizzazione organizzata dal Comune di Parabiago hanno partecipato anche Livia Vivoli, che ha subito una brutale aggressione dal suo compagno che poi ha continuato a perseguitarla. Aggredita da chi sosteneva di amarla. In realtà un non amore che le ha lasciato cicatrici nel corpo e nell’anima. Chiude le testimonianze l’appello dell’avvocato Elisabetta Aldrovrandi, già intervenuta a Parabiago lo scorso anno per presentare la riforma del Codice Rosso.

“Le iniziative non si fermano e non si devono mai fermare davanti ad un fenomeno così brutale come la violenza – afferma l’assessore alle Politiche Sociali di Parabiago Elisa Lonati – Da anni sosteniamo campagne diversificate di sensibilizzazione contro quel ‘non amore’ o ‘amore malato’ che si trasforma in violenza fisica e psicologica di cui possono essere vittime sia donne, che uomini. Le testimonianze che proponiamo sono molto forti perché reali, proprio per questo dovrebbero essere viste e ascoltate, per conoscere e saper riconoscere i segnali per tempo. Anche la nostra città è stata segnata da episodi di violenza importanti, il nostro ricordo recente va ovviamente a Simona, questo significa che non esiste territorio più o meno interessato. La violenza all’interno delle mura domestiche è quasi sempre silente, spesso taciuta. Tutti siamo coinvolti.”.

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