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TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

Sciopero di mezzi pubblici: ecco cosa succede

Disagi previsti per i pendolari

Sciopero di mezzi pubblici: ecco cosa succede
Cronaca 26 Marzo 2021 ore 10:27

Oggi, venerdì 26 marzo, è iniziato lo sciopero, previsto dalle 0.00 alle 23.59.

Sciopero di mezzi pubblici: ecco cosa succede

E’ iniziato alle 8.45  lo sciopero dei mezzi pubblici Atm a Milano. Continuerà fino alle 15 per poi riprendere alle 18 fino al termine del servizio. Le fasce dei pendolari saranno comunque protette.

TUTTE LE INFO QUI

Non va meglio per chi viaggia in autobus.

Come si può leggere sul sito di Autoguidovie 

“Il giorno 26 marzo 2021 saranno garantite le corse in partenza dai capolinea e indicate negli orari pubblicati:  da inizio servizio alle ore 8.29 e dalle 15:01 alle ore 18.00 Pertanto potrebbero non essere garantite tutte le corse in partenza nella fascia oraria dalle 8.30 alle 15.00 e dalle 18.01 a fine servizio”.

Anche il sito di Net (Nordest Trasporti) riporta l’avviso di sciopero

“Per le linee gestite da NET – Nord Est Trasporti, l’agitazione è possibile nella Città di Monza dalle 9:00 alle 11:50 e dalle 14:50 al termine del servizio, per il Servizio Urbano. Per il Servizio Extra Urbano l’agitazione è possibile dalle 8:45 alle 15 e dalle ore 18 al termine del servizio”.

Sciopero di lavoratrici e lavoratori del Trasporto pubblico locale nella giornata di venerdì 26 marzo 2021. Le segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Trasporti organizzano la mobilitazione nazionale per tutte le 24 ore della giornata. In tutta la provincia di Monza e Brianza, quindi, saranno sospese le corse degli autobus, tranne nelle fasce garantite.

Lo sciopero è motivato per ottenere il rinnovo del contratto nazionale  scaduto il 31 dicembre 2017. La decisione è stata assunta in seguito al rifiuto delle associazioni datoriali Asstra, Agens e Anav, di prosegure il confronto negoziale avviato a novembre del 2020.
Il trasporto pubblico è un servizio fondamentale che occupa più di 100mila lavoratrici e lavoratori che, anche durante il periodo più duro del lockdown hanno sempre garantito il diritto alla mobilità delle persone, anche a rischio della loro salute.
È stato chiesto un sacrificio importante ai lavoratori del trasporto pubblico, che hanno risposto con professionalità e senso di abnegazione ai bisogni del Paese, e che hanno contribuito e ancora contribuiscono a mantenere vivo un servizio indispensabile. Non comprendiamo come lavoratori ritenuti indispensabili nei momenti di crisi possano rimanere inascoltati quando chiedono il rispetto di un diritto elementare come quello del rinnovo contrattuale.
Questa mattina, l’ultimo tentativo esperito per evitare il disagio dello sciopero ai cittadini è stato vanificato dalla totale chiusura delle associazioni datoriali.
Inoltre, come abbiamo più volte ribadito, il settore soffre di una fragilità endemica alimentata da un frazionamento aziendale che difficilmente potrà trovare una soluzione interna; per questo auspichiamo che il negoziato con le associazioni datoriali faccia del Cncl un elemento regolatore del settore, per dare una risposta più efficace alla domanda di mobilità, pubblica e sostenibile, che arriva dai cittadini.
In Lombardia abbiamo una ragione in più per scioperare: la mancanza di un coordinamento fra istituzioni e la totale assenza di Regione Lombardia nella gestione di un servizio essenziale come il trasporto dei cittadini lombardi.

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