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San Martino: aria nuova in contrada… «E il Covid non ci ferma»

La nuova reggenza si racconta: «Ecco come stiamo insieme (ma a distanza), cerchiamo di aiutare il rione e promuoviamo iniziative di solidarietà per Legnano».

San Martino: aria nuova in contrada… «E il Covid non ci ferma»
Cronaca Legnano e Altomilanese, 27 Novembre 2020 ore 18:26

San Martino, la nuova reggenza di contrada si racconta: «Ecco come stiamo insieme (ma a distanza), cerchiamo di aiutare il rione e promuoviamo iniziative di solidarietà».

San Martino: impegno, inventiva e gioco di squadra

Vivere lo spirito del Palio in tempo di Covid non è facile, ma grazie a impegno, inventiva e gioco di squadra è una sfida che si può vincere.
È il caso per esempio della contrada San Martino, che si è vista costretta a rinviare a data da destinarsi l’investitura della nuova reggenza, prevista per sabato 14 novembre 2020, ma è riuscita a festeggiare ugualmente, con un’iniziativa del tutto inedita. A raccontarla sono il capitano Davide Barone, il gran priore Cristiana Moretti e la castellana Francesca Genoni.
«Abbiamo fatto un pranzo da oltre cento coperti… ognuno a casa propria! Ci siamo appoggiati a un agriturismo di Olgiate Olona di proprietà di un nostro contradaiolo che ci ha consegnato le portate ed è stato come mangiare insieme anche se l’emergenza sanitaria ci impone di stare distanziati» spiega Barone.
«Sabato 14 ci sarebbe stata la nostra festa, con l’investitura in chiesetta, il pranzo e il mercatino domenicale. E invece il virus ci ha imposto di rinviare tutto. Come fare a stare lo stesso tutti insieme? Ci è venuta quest’idea ed è stata un successo» prosegue Moretti.
«Per fortuna in questo momento così critico ci sono i social: abbiamo pubblicato tutte le foto, ci siamo sentiti su Whatsapp con le nostre chat di gruppo, è stato un modo inedito per stare di nuovo tutti insieme» aggiunge Genoni.

«Coinvolgere il rione è il primo passo per tenere viva la contrada»

Vista la riuscita dell’iniziativa, si farà sicuramente il bis. «Avevamo preso contatti con alcuni locali di Legnano, che per il momento non erano disponibili per ragioni organizzative, ma in futuro ci piacerebbe appoggiarci a ristoratori del rione – argomenta il capitano – D’altra parte la volontà di collaborare con i negozi del quartiere e di contribuire al loro rilancio è stato uno dei punti qualificanti della nostra campagna elettorale. Per questo stiamo pensando di stringere degli accordi con i commercianti che riserveranno sconti e promozioni speciali per i titolari della tessera di contrada. Coinvolgere il rione è il primo passo per tenere viva la contrada che io non mi stancherò mai di dire che è di tutti: lo spirito vero del Palio è stare insieme, condividere. Non siamo solo quelli che fanno baldoria – prosegue Barone – C’è tantissimo di più, abbiamo la sfilata storica più importante a livello mondiale, abiti splendidi. Di recente la nostra contrada ha promosso uno studio sul prezioso abito da castellana indossato nel 1976 da Mietta Favari (che tra l’altro proprio quest’anno si è riavvicinata alla contrada dopo tanto tempo), saggio che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Fondazione Arte della seta Lisio di Firenze: cosa che rende onore non solo a noi ma a tutto il Palio di Legnano, perché entrare a far parte di una pubblicazione così prestigiosa non è da tutti i giorni. Il Covid non ci ha fermato, tutt’altro, ha aguzzato l’ingegno. Anche il tesseramento non è fermo: abbiamo attivato una procedura online e già molti ne hanno approfittato. Al momento contiamo 120 associati. Sono contento perché siamo riusciti a creare una squadra fatta di tanti giovani e altrettanti pilastri della contrada, in cui c’è il giusto mix tra forze nuove e nuove idee da una parte, memoria e tradizione dall’altra. Sono sicuro che insieme sapremo tramandare i valori e i principi fondanti di una contrada, che sono in primis etica e moralità».

La raccolta fondi per la Lilt e la Spesa solidale

Da sempre, il mondo del Palio è anche solidarietà. In tempi d crisi come quelli che stiamo attraversando, quest’aspetto della vita delle contrade diventa ancora più significativo. «Le contrade devono essere presenti sul territorio, e in particolare sul proprio rione, con attività socialmente utili – conferma il capitano – È nel nostro Dna. Stiamo facendo una raccolta fondi in favore della sezione cittadina della Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) per acquistare un’unità mobile per le visite gratuite».
«Insieme alle altre contrade e di concerto con il Collegio dei capitani, ora aderiremo alla spesa solidale dedicata a chi è stato più colpito dalla pandemia, coordinata dal prevosto monsignor Angelo Cairati e dalla Caritas – gli fa eco il gran priore – E confermiamo sin d’ora la nostra disponibilità a metterci in gioco e a fare rete con le altre realtà cittadine per cercare di fronteggiare tutti insieme l’emergenza che stiamo attraversando. Ci stiamo ingegnando per trovare modi nuovi per far sentire la presenza della contrada sul territorio. È chiaramente molto difficile, perché ognuno di noi è chiamato a stare in casa e diventa complicato raggiungere tutti. Sicuramente la tecnologia in questo caso ci viene incontro: tramite i social di contrada riusciamo ogni giorno a comunicare cose e cerchiamo anche di essere un po’ stimolanti rispetto alla monotonia che in situazioni come queste può prendere chi è costretto a stare a casa per tanto tempo. Noi siamo di nuova nomina e avremmo voluto iniziare col dare un’impronta nostra rispetto a quello che si era fatto fino adesso, invece il virus ci ha un po’ rallentato. Ma se le braccia sono ferme, la testa continua a lavorare».

«L’investitura? La faremo con il popolo: dev’essere la festa di tutti»

L’investitura della nuova reggenza di San Martino è semplicemente rimandata, non annullata. «La faremo quando potremo viverla in pienezza – spiega il gran priore Cristiana Moretti – È una tappa fondamentale, che tutti i contradaioli sentono molto: ci tenevamo a condividerla con la parrocchia, con don Marco Lodovici e i suoi sacerdoti, ma anche con il popolo di San Martino. Per questo quando ci siamo posti il problema, intorno alla metà di ottobre, prima che la Lombardia fosse dichiarata zona rossa, avevamo già ipotizzato di farla slittare: con le norme sul distanziamento, i posti a disposizione in chiesa sarebbero bastati soltanto per i rappresentanti delle istituzioni e delle altre sette contrade. Ma dal nostro punto di vista non ha senso pensare a un’investitura senza la gente, significherebbe snaturare completamente quella che deve essere la festa di tutti».

«Vogliamo essere un punto di riferimento per i cittadini»

«Tutti noi ovviamente vorremmo poterla fare presto, indossare finalmente i nostri mantelli, portare i colori della nostra contrada, tornare a fare vita di maniero… ma l’emergenza sanitaria per ora non ci consente di essere troppo ottimisti – interviene la castellana Francesca Genoni – Comunque cerchiamo di fare del nostro meglio per portare avanti le iniziative associative, per le quali stiamo studiando soluzioni alternative come il pranzo dell’investitura a distanza; e quelle sociali tra cui quella di fare rete con i commercianti del nostro territorio: noi ci facciamo conoscere e aiutiamo loro a resistere alla crisi. D’altra parte le contrade a Siena sono nate come associazioni di mutuo aiuto del territorio; anche noi ci proponiamo di essere un punto di riferimento per i cittadini. Tanto più utile se si considera che la nostra contrada è un po’ periferica, sul confine con Castellanza: il nostro è un occhio in più sul territorio, e siamo a disposizione anche di quanti devono fare segnalazioni come “Si è spento un lampione” che poi noi gireremo al Comune».

Nella foto di copertina, la nuova reggenza biancoblù: da sinistra, lo scudiero Daniele Cerana, la castellana Francesca Genoni, il capitano Davide Barone, il gran priore Cristiana Moretti e la castellana Stefania Gatti

 

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