Vinta da un male a soli 46 anni

Rosate piange Barbara, “mamma-combattente”

Barbara Monti vinta da un male a soli 46 anni: era tra le fondatrici dell'associazione Mamma mia, spazio in cui le donne potevano coltivare insieme le proprie passioni

Rosate piange Barbara, “mamma-combattente”
Cronaca Magenta e Abbiategrasso, 12 Settembre 2021 ore 12:20

Barbara Monti vinta da un male a soli 46 anni: era tra le fondatrici dell'associazione Mamma mia, spazio in cui le donne potevano coltivare insieme le proprie passioni

Rosate piange Barbara, “mamma-combattente”

Un lutto che ha colpito profondamente il mondo associativo di Rosate e dell'Abbiatense: il 3 settembre Barbara Monti ha perso a 46 anni la sua battaglia con il male con cui aveva lottato caparbiamente negli ultimi anni. Un male che non era però riuscito a far venire meno la passione e l'energia con cui Barbara coltivava i suoi progetti e curava i suoi impegni. Rosatese ma originaria di Baggio, sposata con Alessandro, al centro della sua vita c'era il figlio Roberto, nato nel 2007. E' infatti dall'esperienza della maternità che era potuta scaturire nel 2013 la scintilla che ha portato alla nascita dell'associazione Mamma mia: Barbara e altre quattro rosatesi avevano deciso di unire le proprie forze in un collettivo con l'obiettivo di «trovare e dare uno spazio alle donne dove possono sperimentare le proprie capacità e passioni coinvolgendo i figli».

La presidente: “Era l'anima pragmatica e concreta del gruppo”

«Per noi era una specie di rivoluzione, creare una rete tra mamme per fare quelle cose che più ci piacevano e che in paese non si facevano mai – commenta la presidente Anna Colombo – Barbara era l'anima pragmatica e concreta del gruppo, sempre presente e risolutiva. Spesso mi rivolgevo a lei chiedendo "Cosa facciamo?" La sua risposta era sempre: "Ci penso io". Era una presenza forte ed evidente. Non pensava mai alle cose negative. Anche quando la malattia ha iniziato a manifestarsi, se le chiedevamo come stava rispondeva sempre "Sto bene, sto bene" e si ributtava nelle cose da fare».

“Volevamo mettere le nostre passioni al centro aiutandoci a vicenda”

Quando aveva iniziato le cure, Barbara su facebook aveva parlato della «consapevolezza di aver preso per mano la dura realtà», accompagnata però dalla «voglia di correre, seppur a fatica, per riuscire a raggiungere i propri sogni». Il sodalizio aveva ricevuto un duro colpo già pochi anni fa con la prematura scomparsa di un'altra mamma, Tiziana Bruno. Ma lo spirito del gruppo è rimasto vivo: «Ognuna di noi voleva mettere le proprie passioni al centro, creando un ambiente in cui una mamma non fosse solo una mamma, ma una persona che potesse coltivare le proprie aspirazioni, aiutandosi a vicenda».

Associazioni in lutto

Tra le grandi passioni di Barbara Monti c'erano la cucina e la cultura statunitense: il Thanksgiving Day una festa irrinunciabile, il rapper Eminem più di un artista preferito, un vero e proprio punto di riferimento, nei cui testi ha trovato conforto e ispirazione sino agli ultimi giorni. Non a caso i versi del cantante sono risuonati in chiesa per l'ultimo saluto alla 46enne nella giornata di martedì, assieme alle note di «Combattente» di Fiorella Mannoia, canzone che ben descrive anche lo spirito e la perseveranza di Barbara. Presenti alla cerimonia tutte le associazioni del territorio, che hanno omaggiato Barbara Monti lasciando sulla bara una maglietta o un ricordo. Il lutto ha colpito profondamente anche l'Accademia Milanese, la scuola calcio di Vermezzo con Zelo frequentata dal figlio e per la quale Barbara negli ultimi anni svolgeva attività di segreteria: «Scenderai in campo sempre con noi», è il messaggio che le ha rivolto il club.

Le parole dell'amica: “Una donna di infinità volontà”

Toccanti le parole pronunciate dall’amica Dunya, che ha condiviso il percorso di Barbara con Mamma mia: «Hai accolto tutte offrendo sempre la tua parte migliore. Ci hai ascoltate, ci hai fatto ridere quando c era poco da ridere. Donna di infinità volontà, sempre la prima a rimboccarsi le maniche, quegli anni che ho passato con te a Rosate sono ripieni della tua risata, del tuo metterti a disposizione per rimediare a qualche torto, per sostenere chi ci provava a migliorarsi. Oh Barbara. Cara Barbara che dietro quella tua maschera di irriverente maschiaccio eri tanto dolce quanto gentile e generosa».

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