Robot che rubano il lavoro: Confartigianato Brescia smentisce

Il presidente: "Bisogna avere degli “anticorpi” e Brescia ne è provvista".

Robot che rubano il lavoro: Confartigianato Brescia smentisce
Rhodense, 06 Agosto 2018 ore 15:40

E’ un mantra che si sente spesso ripetere, e non a torto, visto l’impatto che la tecnologia ha avuto dalla fine del ‘700 a oggi nell’impiego di manodopera umana.

Robot che rubano il lavoro

Allo stesso modo l’automazione pende come una spada di Damocle sulle sorti già non stabilissime della piccola media impresa bresciana. A smentire però l’allarmismo è direttamente Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia, sulla scorta del 13° Rapporto annuale presentato all’assemblea di Confartigianato dello scorso 26 giugno. A riportarlo è Brescia Settegiorni.

Brescia ha gli anticorpi

Lo afferma testualmente il presidente Eugenio Massetti, commentando i dati evidenziati da un recente Rapporto di Confartigianato sul rischio automazione nelle imprese italiane e sul relativo “sistema immunitario” dei territori. Brescia cadrà in piedi: qui è alto il potenziale di automazione e media la capacità di reazione positiva.

Un po’ di numeri

In una nazione che è settima a livello mondiale, Brescia risulta l’undicesima provincia per quota di occupati in “settori a rischio automazione” (così Confartigianato ha bollato il fenomeno).

Brescia ha una percentuale del 40,2% dietro a Prato (64,1%), Barletta-Andria-Trani (45,4%), Caltanissetta (43,8%), Trapani (43,4%), Agrigento (42,6%), Rovigo (42,3%), Perugia (41,3%), Catania (40,8%), Modena (40,5%), e Lecco (40,5%). Le province meno esposte sono Fermo (23,4%), Pisa (26,5%), Aosta (27,1%), Alessandria (27,5%), Rieti (27,9%), l’Aquila (28,2%), Vercelli (29,2%), Frosinone (29,5%), Belluno (29,5%) e Udine (29,6%).

I bresciani e la capacità di reazione

“Stiamo parlando di 34.304 addetti ad alto rischio impiegati in imprese artigiane – comunica Confartigianato – Se si prendono in considerazione tutte le imprese, questa percentuale scende al 30,1. Considerando il numero di imprese artigiane bresciane ad alto rischio automazione, stiamo parlando di 8.555 imprese artigiane, il 28,8% del totale”.

Lo spirito imprenditoriale e creativo bresciano, a sorpresa, reagirà solo in modo “medio” all’impatto dei robot sulla manifattura. A guadagnare il bollino verde sono Torino, Lecco, Vicenza, Treviso, Rovigo, Pordenone, Parma, Modena, anche se va considerato che lo studio è puramente previsionale, e che una delle motivazioni della scarsa performance bresciana è l’alta concentrazione del manifatturiero.

La ricetta per  vincere l’inoccupazione? Le e-skills, sulle quali l’Italia un po’ zoppica rispetto ad altri Paesi europei.

Una sfida che i bresciani affronteranno investendo sulla formazione specifica, accrescendo le soft skills richieste dal mercato (soprattutto per quanto riguarda i servizi alla persona), ma anche le competenze informatiche da abbinare a qualsiasi competenza.