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Fondo per la non autosufficienza

Rinviare il nuovo piano regionale per i malati gravissimi

La lettera delle associazioni a tutela dei malati gravissimi lombardi all'assessore Bolognini

Rinviare il nuovo piano regionale per i malati gravissimi
Cronaca Rhodense, 26 Aprile 2020 ore 13:18

Le associazioni a tutela dei malati gravissimi della Lombardia rinnovano l'appello all'assessore regionale Stefano Bolognini. "Troppe difficoltà da affrontare per le famiglie dei malati. Rinviate il piano regionale, la nuova delibera si presta a ricorsi legali".

Rinviare il piano regionale

Prosegue il tira e molla fra assessorato regionale al Welfare e associazioni a tutela dei malati gravissimi lombardi. Con una lettera inviata all'assessore Stefano Bolognini, LEDHA - Lega per i diritti delle persone con disabilità,
AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, AISM – Coordinamento regionale Lombardia Associazione Italiana Sclerosi Multipla,  ANFFAS Lombardia – Associazione di famiglie di persone con disabilità intellettiva e relazione, ANGSA Lombardia – Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici, Associazione Famiglie SMA, Associazione Aldo Perini, AUS Niguarda – Associazione Unità Spinale, Comitato 16 novembre,
Comitato Lombardo per la Vita Indipendente, Comitato Uniti per l’Autismo Huntington ONLUS – La Rete Italiana della Malattia di Huntington e l'UILDM – Comitato Regionale Lombardo Unione Lotta alla Distrofia Muscolare, ribadiscono la propria contrarietà ai provvedimenti presi da Regione Lombardia.

La lettera all'assessore

"Gentile Assessore, accogliamo con piacere le iniziative del suo Assessorato, assunte con le ultime Delibere di Giunta (Dgr. 2954 del 16 marzo 2020 - Dgr. 3055 del 15 aprile 2020), per garantire continuità di intervento per i mesi che abbiamo davanti e semplificare la presentazione delle domande di accesso alle misure B1 e B2. Un segno di attenzione importante che tiene conto delle difficili condizioni in cui vivono oggi moltissime persone con disabilità.
Continuiamo però a rimanere convinti che la strada maestra rimanga quella di rinviare l’applicazione del nuovo Piano regionale alla fine dell’emergenza e di continuare a garantire continuità alle stesse condizioni dei mesi passati a tutte le persone prese in carico, concentrando così le energie nella gestione dei nuovi ingressi. Infatti, per quanto semplificata, la presentazione della domanda presenta un grado di difficoltà non indifferente per una parte significativa delle persone e delle famiglie coinvolte nella misura B1. Nella situazione di isolamento che stiamo sperimentando anche la presentazione on line della domanda, della documentazione sanitaria e della
simulazione dell’Isee possono rappresentare un problema e un notevole fattore di stress per molte persone.
Come già precedentemente evidenziato, l’auspicato rinvio dell’adozione del nuovo Piano regionale per la non autosufficienza comporterebbe un costo indicativo di 12 milioni di Euro: pur aderendo alla richiesta al Governo di incrementare la dotazione del Fondo per la Non Autosufficienza, riteniamo si tratti di una cifra assolutamente alla
portata delle casse regionali. Al fine di favorire il massimo e migliore utilizzo delle risorse disponibili, raccomandiamo inoltre l’adozione di specifiche iniziative volte ad agevolare l’utilizzo dei “voucher”, in tutte le situazioni in cui sia effettivamente necessario un intervento in presenza ma anche nelle diverse modalità di sostegno a distanza, che molti enti stanno sperimentando in queste settimane".

Ricorsi legali

"Segnaliamo inoltre, la situazione che stanno vivendo le tante famiglie di bambini e ragazzi con disabilità, percettori della misura B1, di fronte alla chiusura delle scuole. Situazioni per le quali a nostro avviso dovrebbe essere garantito lo stesso sostegno già previsto per i mesi estivi, in corrispondenza con la chiusura delle scuole. Per quanto riguarda la misura B2 nutriamo le stesse preoccupazioni relative alla difficoltà di persone e famiglie di presentare la domanda: vi chiediamo di offrire uno stimolo e un supporto attivo affinché tutte le amministrazioni comunali considerino
l’emanazione del nuovo bando in forma semplificata non come una semplice “opportunità” ma come un preciso “dovere” per venire incontro alle primarie esigenze dei cittadini con disabilità affidati alla loro responsabilità.
Chiediamo di poter avere anche un aggiornamento tempestivo sull’andamento del flusso di domande di rinnovo e di primo accesso alla misura B1, così come delle persone che, in base alle norme attuali, non avranno rinnovato il sostegno di cui hanno goduto negli ultimi anni. Sul piano generale, alleghiamo il parere redatto dal Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi di LEDHA che, su richiesta delle nostre associazioni, ha analizzato la Dgr.
2720 del 23 dicembre 2019 e la Dgr. 2862 del 18 febbraio 2020. Si trova conferma che il nuovo Piano Regionale per la Non Autosufficienza, risulta problematico sotto il profilo della legittimità in non meno di quattro passaggi: la richiesta di Isee ordinario per accedere alla misura B1; la soglia di accesso basata sull’Isee anche solo per la presentazione della domanda; la condizione dei due anni di residenza per la presentazione della domanda; il criterio di “essere in grado di esprimere la propria volontà” per accedere ai sostegni previsti per i progetti di vita indipendente.
Vi chiediamo quindi di intervenire con urgenza per modificare questi passaggi, anche al fine di evitare futuri ricorsi di natura legale".