nel milanese

Ricercato in tutta Europa per truffe da oltre 3milioni di sterline nel Regno Unito

Arrestato nel Milanese

29 Luglio 2020 ore 15:27

Ieri, martedì 28 luglio, la Polizia di Stato ha eseguito a Vernate il mandato di arresto europeo, emesso a inizio luglio dal Regno Unito nei confronti di A.T., cittadino britannico  di 66 anni nato a Bassora in Iraq, ricercato per truffe.

Ricercato in tutta Europa per truffe da oltre 3milioni di sterline nel Regno Unito

Il Tribunale dei Magistrati di Westminster accusa A.T., cittadino britannico  di 66 anni nato a Bassora in Iraq, di aver più volte truffato una sua conoscente turca, dopo averne carpito la fiducia nel corso di una frequentazione ventennale. A maggio 2016, la donna, stando alle accuse, avrebbe versato all’uomo, che aveva dichiarato di essere un avvocato in grado di garantire la cittadinanza britannica a facoltosi clienti arabi, 300mila sterline senza mai ottenere la residenza o alcun documento di identità britannico. A luglio 2016, asserendo che la cittadinanza italiana per lei e la sua famiglia si sarebbe potuta ottenere in maniera più rapida, l’uomo si fece pagare 200mila sterline e le procurò delle patenti e tessere sanitarie italiane risultate poi false. A settembre 2016, infine, l’uomo contattò la sua conoscente per proporle l’acquisto in comproprietà, ad un prezzo scontato di 3 milioni di sterline, di una casa nel lussuoso quartiere londinese di Mayfar al confine con Hyde Park. Dopo aver proceduto al bonifico di 1 milione e mezzo di sterline, la donna perse ogni contatto con il  ricercato: a febbraio 2017 la vittima provò anche ad intascare l’assegno di due milioni di sterline che l’uomo le aveva lasciato a garanzia per l’acquisto dell’immobile ma, in banca, l’assegno risultò scoperto. I poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Milano, al termine delle ricerche del 66enne sul territorio milanese dove in passato lo stesso aveva preso la residenza, ieri hanno rintracciato l’uomo in una villetta a Vernate dove si trovava con la moglie e i figli e lo hanno condotto presso la Casa Circondariale di San Vittore a disposizione della Corte di Appello di Milano.

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