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Pusher dell’Altomilanese arrestato a novembre, rilasciato e tornato al “lavoro” nei boschi: ora in carcere

Questa volta dopo le manette si sono aperte le porte del carcere per il 29enne

Pusher dell’Altomilanese arrestato a novembre, rilasciato e tornato al “lavoro” nei boschi: ora in carcere
Cronaca Legnano e Altomilanese, 07 Gennaio 2021 ore 13:09

Pusher arrestato a novembre,  rilasciato con il divieto di transito e dimora a Marnate e l’obbligo di firma, entrambi ignorati. Ora è stato arrestato di nuovo e spedito in carcere.

Pusher arrestato a novembre subito tornato al lavoro

La prima volta era stato arrestato il 23 novembre, quando scambiò per clienti due agenti del Commissariato di Busto Arsizio impiegati in un servizio antidroga nei boschi dello spaccio a Marnate. Il pusher, un 29enne italiano residente nell’Altomilanese, si era accorto troppo tardi dell’errore e fermato era stato trovato con  200 euro e una dose di cocaina che aveva gettato a terra.

Il pusher, che certamente operava in società con altri spacciatori dei quali aveva favorito la fuga urlando, era stato arrestato ma convalidato l’arresto scarcerato con il divieto di transitare e dimorare a Marnate e l’obbligo di presentarsi quotidianamente in caserma.

Obblighi violati, tornano le manette

Da allora il 29enne non solo ha evitato di presentarsi per la firma quotidiana ma come constatato dai poliziotti era tornato nello stesso bosco di Marnate per riprendere i suoi affari illeciti. In due occasioni, infatti, gli agenti hanno sorpreso ai margini del bosco dei tossicodipendenti che, vistisi sequestrare le dosi appena comprate, hanno ammesso di averle acquistate dal ventinovenne.

Considerata la palese violazione della misura cautelare e la reiterata consumazione dell’attività di spaccio, il Commissariato ha chiesto al Tribunale di aggravare la misura cautelare sostituendola con quella della custodia in carcere, evidentemente l’unica in grado di frenare l’attività criminale del pusher. Ottenuta l’Ordinanza i poliziotti sono tornati nello stesso bosco, noto nell’ambiente come “la sbarra“, sicuri di trovarvi il ventinovenne in azione. E così è stato: l’uomo, avvistato mentre trattava con due clienti, è fuggito a piedi tra la vegetazione ma è stato bloccato dopo qualche centinaio di metri e, questa volta, condotto direttamente in carcere.

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