Legnano

Processo Piazza pulita, le accuse? “Tutte provate”

Il giudice che ha condannato l'ex sindaco Fratus, il suo vice Cozzi e l'ex assessore Lazzarini ha depositato le motivazioni della sentenza di primo grado.

Processo Piazza pulita, le accuse? “Tutte provate”
Legnano e Altomilanese, 22 Maggio 2020 ore 09:05

Processo Piazza pulita, depositate le motivazioni della sentenza di primo grado.

Processo Piazza pulita, ecco che cos’ha scritto il giudice

Volevano «collocare amici e collaboratori – o soggetti referenziati da amici e collaboratori, dunque di fiducia – nei posti nevralgici o di potenziale interesse dell’Amministrazione comunale», non per «apportare un vantaggio al soggetto beneficiato, se non mediato», ma per «controllare l’Amministrazione con modalità indebite, diverse cioè dalla normale relazione di responsabilità tra parte amministrativa e parte politica e volte a instaurare una sorta di vassallaggio tacito e occulto». È questa volontà, secondo il giudice del Tribunale di Busto Arsizio Daniela Frattini, «il filo conduttore di tutti gli episodi contestati» all’ex sindaco Gianbattista Fratus, al suo vice Maurizio Cozzi e all’ex assessore Chiara Lazzarini nell’ambito dell’inchiesta Piazza pulita. Lo si legge nelle 88 pagine con le quali il magistrato motiva la sentenza di condanna in primo grado dei tre ex amministratori legnanesi ai quali il 20 aprile Frattini ha inflitto pene rispettivamente di due anni e due mesi, due anni e un anno e tre mesi, oltre all’interdizione dai pubblici uffici (della durata di un anno e otto mesi per l’ex sindaco, due anni per il vice e un anno per l’ex assessore).

Provate tutte le accuse

I tre erano stati arrestati un anno fa con un blitz che aveva acceso i riflettori su quello che il pubblico ministero Nadia Calcaterra, titolare dell’inchiesta, aveva definito «sistema di colonizzazione politica che va a incidere sulle procedure concorsuali di selezione pubblica», e che aveva decapitato l’Amministrazione cittadina, ed erano accusati a vario titolo di turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente riguardo concorsi per posti dirigenziali in Comune e in aziende a partecipazione pubblica e, limitatamente all’ex sindaco, corruzione elettorale. Accuse tutte provate secondo il giudice Frattini.

 

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