Processo Mantovani, Baratono nega pressioni

Il commento dei legali della difesa dopo l'udienza di questa mattina al Tribunale di Milano

Processo Mantovani, Baratono nega pressioni
Cronaca 22 Novembre 2017 ore 15:37

Nuova udienza per il processo Mantovani mercoledì 22 novembre.

Processo Mantovani, Baratono nega pressioni

“Quella di oggi è stata un’udienza sicuramente utile a far luce sulla verità - commentano Guido Calvi e Roberto Lassini, avvocati della difesa del senatore Mario Mantovani dopo l'udienza al Tribunale di Milano -. Nel corso della testimonianza resa dal provveditore del Ministero ai Lavori pubblici, l'ingegner Pietro Baratono, è emerso in modo chiaro come da parte di Mario Mantovani non vi siano mai state pressioni di sorta sul dirigente ministeriale, ma semplici confronti di carattere istituzionale. Lo stesso ha infatti più volte ripetuto come gli ordini di servizio siano sempre stati frutto delle sue personali valutazioni e decisioni. Viene così meno uno dei presupposti che avevano motivato l’arresto  e la custodia cautelare di Mantovani nell’ottobre 2015".

"L'impegno di Mantovani per la sicurezza degli studenti"

"Sempre nel corso della testimonianza - proseguono i legali Calvi e Lassini -, il Provveditore ha dichiarato in diverse occasioni quanto stesse a cuore al senatore Mantovani il programma nazionale di edilizia scolastica, definendolo una 'sua creatura' e affermando come quell'interessamento al piano fosse frutto dell'impegno assunto da Mantovani per la sicurezza degli studenti. Quel programma, difatti, nacque in seguito alla tragica scomparsa dello studente Vito Scafidi avvenuta nel liceo Darwin di Rivoli, in provincia di Torino. Un ragazzo che aveva 17 anni. L'ingegner Baratono, negando pressioni e ribadendo la sua totale autonomia nelle decisioni assunte, ha peraltro confermato quanto già dichiarato ai media due anni fa. La difesa, stamani, ha fatto espresso riferimento a un articolo del giornalista Luca Fazzo risalente al 14 ottobre 2015, un documento che i legali di Mario Mantovani avevano già depositato al Tribunale del Riesame dopo l'arresto".