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Prevenzione antimafia: ancora un altro sequestro nei confronti del “narcos” milanese

Sequestri a Cauchi oltre 17 milioni di euro in contanti

Prevenzione antimafia: ancora un altro sequestro nei confronti del “narcos” milanese
Milano città, 20 Ottobre 2020 ore 10:02

Sequestro antimafia a carico di Francesco Massimiliano Cauchi, classe ’73, e uno dei principali esponenti del narcotraffico milanese, condannato per aver importato dall’estero enormi quantitativi di droga, principalmente hashish.
Il provvedimento è stato emesso su proposta del Questore di Milano dal locale Tribunale, Sezione Autonoma Misure di Prevenzione, ed è stato eseguito in collaborazione con la Questura di Bari.

Prevenzione antimafia: ancora un altro sequestro nei confronti del “narcos” milanese

Il nuovo sequestro nasce da uno sviluppo di quello già eseguito lo scorso 20 luglio con cui, grazie agli approfondimenti patrimoniali della Divisione Anticrimine, nei confronti di Francesco Massimiliano Cauchi, classe ’73, e uno dei principali esponenti del narcotraffico milanese. Sono stati sequestri a Cauchi oltre 17 milioni di euro in contanti, soldi che furono trovati nascosti in un’intercapedine muraria nell’abitazione di suo padre.
Gli specialisti della Divisione Anticrimine della Questura hanno posto l’attenzione anche nei componenti della famiglia d’origine di Cauchi, pienamente consapevoli e coinvolti nelle sue attività delittuose, accertando che la sorella aveva stipulato alcune compravendite immobiliari contraendo dei mutui che venivano pagati con sospette iniezioni di liquidità in contanti, dai 3mila ai 5mila euro, sul suo conto corrente. Somme del tutto ingiustificabili se raffrontate ai suoi normalissimi redditi di cassiera in un supermercato.
E’ stato quindi predisposto il sequestro di un immobile ad uso abitativo, con relativo box auto, a Bisceglie, nonché di un ulteriore box auto a Milano, tutti i beni intestati alla sorella di Cauchi, per un valore complessivo di circa 500mila euro.
Ora spetterà ai destinatari del provvedimento dimostrare che l’appartamento e i due box sono stati acquisiti con risorse economiche lecite e dichiarate al fisco e, in caso contrario, il sequestro si tramuterà in confisca, cosicché i beni, acquisiti definitivamente nel patrimonio dello Stato, potranno essere reimpiegati in finalità sociali nell’interesse della collettività.

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