Perquisizione in carcere, trovati cellulari

Perquisizione in carcere a Bollate, la Polizia Penitenziaria trova due cellulari funzionanti. Il sindacato Sappe invita all'intervento.

Perquisizione in carcere, trovati cellulari
Cronaca 01 Dicembre 2017 ore 16:19

Fruttuosa perquisizione in carcere, questa mattina, a Bollate.

Perquisizione, trovati due cellulari.

Gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno esaminato e perquisito ogni anfratto della casa di eeclusione. A darne notizia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

“Questa mattina i poliziotti penitenziari del carcere di Bollate hanno eseguito una perquisizione nel carcere ed hanno rinvenuto, in una cella occupata da due detenuti peruviani ristretti per il reato di omicidio con fine pena 2020, due telefoni cellulari perfettamente funzionanti”, spiega il Segretario regionale Sappe della Lombardia Alfonso Greco.

"Il carcere va schermato"

Si é perso il conto del numero dei telefoni cellulari che sono stati rinvenuti dentro alle celle della Casa di Reclusione di Bollate, carcere a trattamento avanzatissimo. Cosa si aspetta a schermare il carcere, per renderlo inidoneo all’uso degli apparecchi cellulari? E cosa si aspetta a decretare il fallimento della vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunchè senza controlli costanti e continui della Polizia Penitenziaria? Al superamento del concetto dello spazio di perimetrazione della cella e alla maggiore apertura per i detenuti deve associarsi la necessità che questi svolgano attività lavorativa e che il personale di Polizia Penitenziaria sia esentato da responsabilità derivanti da un servizio svolto in modo dinamico, che vuol dire porre in capo a un solo poliziotto quello che oggi fanno quattro o più agenti, a tutto discapito della sicurezza. Le idee e i progetti dell’Amministrazione Penitenziaria, in questa direzione, si confermano ogni giorno di più fallimentari e sbagliati”.

Sollecitato il ministro

Donato Capece, segretario generale del Sappe, sollecita ministro e Capo Dap a intervenire,: “Quello di Bollate è l’ennesimo rinvenimento di un telefono cellulare in una cella di un carcere italiano. Il Ministero della Giustizia ed il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria dovrebbero con urgenza predisporre un piano di intervento finalizzato a contrastare questa drammatica realtà. Nonostante i vari controlli, molti cellulari riescono ad arrivare tra le sbarre, ponendo quindi la necessità di trovare soluzioni, tecnologiche e non, per ovviare al problema”.