Pendolari, le richieste del Comitato Gallarate-Milano al Pirellone

Gli utenti della linea hanno sollecitato in primis un impegno politico da parte della Regione per ottenere il terzo e il quarto binario.

Pendolari, le richieste del Comitato Gallarate-Milano al Pirellone
Legnano e Altomilanese, 15 Luglio 2018 ore 23:16

Pendolari al Pirellone, ecco le proposte del Comitato Gallarate-Milano.

Pendolari: le richieste all'assessore Terzi

Giovedì 12 luglio i comitati del Quadrante Ovest - tra i quali il Comitato pendolari Gallarate-Milano - hanno incontrato l'assessore regionale Claudia Maria Terzi (che aveva invece disertato il primo appuntamento, in calendario per lo scorso 21 giugno). All'ordine del giorno i disagi subiti quotidianamente e "le plateali mancanze degli attuali attori principali del trasporto ferroviario". Sul tavolo il Comitato Gallarate-Milano ha messo "la presenza di soli due binari tra Gallarate e Rho" e ha chiesto al Pirellone "un impegno politico per poter finalmente giungere a una soluzione che coniughi le esigenze della popolazione dei comuni interessati con quelle dei viaggiatori che quotidianamente soffrono per l'impossibilità di aggiungere altri treni in linea". A questa mancanza - proseguono i pendolari - "bisogna aggiungere le criticità che quotidianamente soffrono le infrastrutture esistenti e i continui ritardi causati dai problemi di Rfi". "Chiediamo a Regione Lombardia un impegno nei confronti anche del governo nazionale affinché Rfi risolva le criticità che causano continui ritardi, con gravi implicazioni che giungono a minare anche il livello di sicurezza".

Lo scenario post Trenord

Con l'assessore Terzi il Comitato ha affrontato anche il tema dello "scenario post Trenord". "Quando Trenord è nata sette anni fa - spiegano i pendolari -, l’intenzione era far dimenticare lo scempio prodotto, dall’inizio degli anni 2000 fino ad allora, del trasporto ferroviario in Lombardia sotto Trenitalia, causato in buona parte dall’assegnazione alla locale Dtr (Divisione trasporto regionale, ndr) di tutto il materiale più obsoleto e malconcio presente sulla rete nazionale. Partendo dal presupposto che questa situazione è una delle maggiori concause della situazione odierna di Trenord, cogliendo l’occasione del divorzio tra Fnm e Trenitalia, preferiremmo che la politica Regionale faccia un passo molto più deciso al fine di aprire un percorso che, da qui a brevissimo tempo, sia in grado di portare Regione Lombardia a indire una o più gare d’appalto (suddivise magari in lotti) per l’assegnazione del servizio regionale a uno o più soggetti". Ciò che i pendolari auspicano è "l’esclusione dei soggetti che hanno portato alla situazione quotidianamente drammatica che viviamo a oggi!". A questo proposito il Comitato punta il dito contro Trenitalia che "in questi 20 anni non ha investito che le briciole in Lombardia". "Tutto ciò per evitare che in questo divorzio - prosegue la nota diffusa dai pendolari della Gallarate-Milano -, i pendolari siano trattati come 'beni da spartire' con contratti senza gara d’appalto di ben 15 anni porti a linee di serie A (dove il trasporto funzionava anche prima del 2011) e pendolari di serie B o C (dove il trasporto ferroviario non ha MAI funzionato a dovere)". La soluzione, secondo il Comitato, è una gara europea: "Ribadiamo la richiesta a Regione Lombardia perché corregga decisamente il tiro con una decisione più radicale indicendo una gara europea".

L'accesso ai disabili

Un altro dei temi toccati nel corso del confronto in Regione è quello delle persone a ridotta mobilità. "Nonostante l’attivazione (dopo anni di attesa) degli ascensori delle stazioni comprese tra Gallarate e Varese - affermano i pendolari della tratta -, permangono ancora ENORMI criticità si a livello di infrastruttura che di rete che di materiale rotabile. Per questo motivo chiediamo un impegno di Regione Lombardia verso Rfi sia perché quest'ultima adegui nel più breve tempo possibile tutte le stazioni del quadrante , sia perché riveda le policy dell’accoglienza che dei tempi di avviso per l’assistenza, essendo inconcepibili 48 ore di avviso per poter ottenere assistenza in tutte le stazioni non direttamente presidiate dalle Sale Blu (e parliamo della stragrande maggioranza delle situazioni)".  A livello di materiale rotabile, il Comitato si dice "lieto del fatto che i (soli) 45 treni in arrivo grazie al finanziamento di Regione Lombardia (anche se con un ritardo di almeno 2 anni rispetto al piano presentato nel 2015 da Trenord), saranno tutti già equipaggiati per il trasporto in autonomia dei disabili" ma segnala al contempo che "il piano di Face Lift di Trenord riguardate 178 vetture (che a questo punto non sappiamo nemmeno se sarà realizzato), in buona parte contempla materiali che NON permettono l’accesso ai disabili". "Chiediamo pertanto da parte di Regione Lombardia - proseguono i pendolari - delle linee guida (magari da applicare mediante una legge regionale) che imponga l’accessibilità dei disabili su tutti i mezzi di trasporto pubblico in circolazione, di nuova consegna e non, magari a partire dal 2021".

La sicurezza, punto dolente

Ultimo, ma non per importanza, il nodo della sicurezza. "Purtroppo, nonostante gli impegni presi da Trenord con l’assunzione dei vigilantes, la sicurezza a bordo dei treni e nelle stazioni è ancora un punto molto dolente. Chiediamo pertanto che Regione si faccia interprete anche presso il Ministero dell'Interno di queste problematiche che troppo spesso vengono tralasciate (anche per la ridotta disponibilità in termini di organici delle forze dell'ordine)".