Papa Francesco "corregge" il Padre Nostro. Don Davide: "Ora si prega meglio"

"Il Papa sta riprendendo quella che è già stata una correzione, nel 2008, della traduzione che la Cei ha fatto della Bibbia".

Papa Francesco "corregge" il Padre Nostro. Don Davide: "Ora si prega meglio"
Legnano e Altomilanese, 15 Dicembre 2017 ore 10:59

Il Papa sul Padre Nostro, il commento di don Davide.

Papa sul Padre Nostro, parla il parroco di S.Vittore Olona

Il Padre Nostro forse andrebbe "corretto". Perchè quel "non ci indurre in tentazione" non piace neanche a Papa Francesco. La pensa così anche il parroco di S.Vittore Olona don Davide Bertocchi.
"Il discorso è ovviamente complesso ma il Papa sta riprendendo quella che è già stata una correzione, nel 2008, della traduzione che la Cei ha fatto della Bibbia dove corregge questa cattiva traduzione 'Non indurci in tentazione' in 'Non abbandonarci alla tentazione'. Questo per evitare il pericolo che si possa intendere che sia Dio a poterci indurre alla tentazione. Il Padre mai può fare una cosa del genere, anzi è lui che viene a liberarcene. Dio non tenta nessuno, è il maligno a farlo".

"E' un cambiamento che aiuta la fede"

Don Davide, originario di Nerviano, prosegue: "Questo cambiamento può sconcertare ma in realtà è una traduzione che serve ad aiutare la preghiera e la fede. Il Signore non ci abbandona alla tentazione. Qui dovremmo distinguere tra tentazione e prova. Quest'ultima è la nostra vita, la tentazione è quando veniamo ingannati nelle nostre prove e cadiamo. Quindi è chiedere al Padre di non abbandonarci nelle cadute che potrebbero esserci nelle nostre prove. Poi si dice 'Liberaci dal male' ma si potrebbe dire 'Liberaci dal maligno' come se tutta la vita fosse una prova in cui il maligno cerca di tentarci, di ingannarci ma il Padre, il Padre nostro, sta con noi senza mai abbandonarci . E ricordiamoci che il Padre Nostro è una preghiera per sentirci fratelli".

L'abituarsi al cambiamento

Come ogni novità, i passi da fare non saranno facili. "Cambiare questa traduzione non è certo facile perchè siamo abituati così - prosegue Bertocchi -. Ma le parole sono importanti. Forse piano piano riusciremo ad abituarci a questo cambiamento. E questo sarà anche occasione per ricordarsi che le preghiere non sono da dire come filastrocche, senza capirne il significato. Ma vanno dette riflettendo su quello che si dice. Il vantaggio grande di questa proposta è di ricordarci di quello che diciamo senza vivere le cose in maniera abitudinaria".

"E' una preghiera che unisce tutte le religioni"

E don Davide conclude: "Il Padre Nostro è una preghiera che potremmo dire tutti. Con ebrei e musulmani tranquillamente. Potrebbe davvero essere accolta da tutti. Vivere bene il Padre Nostro può essere davvero un passo in avanti nella fede di ciascuno e della Chiesa"