Ospedale: «La situazione si sta lievemente decongestionando»

Ospedale: «La situazione si sta lievemente decongestionando»
Magenta e Abbiategrasso, 21 Novembre 2020 ore 18:00

«La situazione si sta lievemente decongestionando»: Sono parole caute quelle pronunciate dalla direttrice medica dell’ospedale Fornaroli di Magenta, Chiara Radice, e dal primario di Medicina, Nicola Mumoli. Il motto è «non abbassare la guardia», certo, anche perché i sei reparti del nosocomio magentino i tre del Cantù di Abbiategrasso dedicati ai pazienti Covid sono al limite, ma sembra essersi ridimensionato l’affollamento del Pronto soccorso magentino, dove si sono raggiunti picchi di 75 accessi solo una settimana fa: «Stiamo riuscendo a non traboccare, forse sulla scia dei primi effetti delle chiusure relative alla zona rossa – spiega il primario – Questo virus decide quando essere buono e quando cattivo».

Ospedale: «La situazione si sta lievemente decongestionando»

Gli fa eco la numero uno del presidio magentino, che coglie qualche segnale positivo, complice anche l’apertura del sesto reparto Covid per acuti, il rientro di alcuni operatori sanitari che possono dare man forte ai colleghi stremati, il trasferimento dei casi pi lievi o in via di guarigione ad Abbiategrasso. «Sono calati gli accessi al Pronto soccorso – evidenzia – Abbiamo minori casi da ricoverare ogni giorno, circa 15, ma tra dimissioni e spostamenti, riusciamo a trovare un letto a tutti e a garantire una buona assistenza». Il personale resta sotto pressione, perché, purtroppo, non si è ancora fuori dal tunnel. Al momento sono poco più di 70 i malati col casco: «Abbiamo anche persone pi giovani, 50enni con possibilità alte di ripresa, ma che vanno seguiti con grande attenzione, richiedono assistenza scrupolosa di personale specializzato. Nell’area subintensiva abbiamo anche il supporto di anestesisti».

Il cauto ottimismo del primario

«La situazione resta critica, ma leggiamo i primi benefici del mini lockdown, grazie a tutti gli operatori sanitari che stanno dando il massimo per assistere i pazienti al meglio».
In corsia, il primario Nicola Mumoli, cerca di studiare l’evoluzione dei pazienti e del virus: «Ci sono persone sotto il casco da giorni, stabili. Abbiamo ricoverati da 20 giorni, la media è di 14. Usiamo un approccio rigoroso, condiviso con al direzione sanitaria, relativo a ricovero e cura. Fino a due settimane fa abbiamo seguito anche i pazienti ricoverati in primavera, con l’ambulatorio post Covid che riprenderà appena possibile».

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