Cronaca

Operazione Luna Park: giostre autorizzate con tangenti, scandalo svelato da Legnano

L'operazione è partita dopo un incidente abbastanza grave capitato a una 13enne a Legnano.

Operazione Luna Park: giostre autorizzate con tangenti, scandalo svelato da Legnano
Cronaca Legnano e Altomilanese, 27 Febbraio 2019 ore 15:28

Operazione Luna Park: in carcere il comandante dei vigili di Borgo d’Ale. Mille giostre non sicure diffuse in tutta Italia.

Operazione Luna Park: giostre autorizzate con tangenti

I Carabinieri del Comando Provinciale di Vercelli e i magistrati della Procura l’hanno chiamata “Operazione Luna Park”. I risultati di un anno di minuziose indagini hanno portato a scoprire una incredibile “tangentopoli” relativa al rilascio delle targhette obbligatorie e autorizzo all’uso per giostre di ogni tipo, che dovrebbero avvenire dopo un collaudo che verifichi la loro sicurezza, ed invece venivano rilasciate in cambio di denaro dal comandante della polizia locale di Borgo d’Ale. Si parla di un giro di tangenti di varie centinaia di migliaia di euro che coinvolge oltre al pubblico ufficiale (arrestato e ora trova in carcere) di altre sei misure cautelari nei confronti di altrettanti intermediari. In tutto sono indagate 36 persone.

Tutto è partito da un incidente avvenuto a Legnano

Il sistema è stato scoperto dopo un incidente abbastanza grave capitato a una 13enne a Legnano, la giostra in questione è risultata “omologata” a Borgo d’Ale e poi sono emerse almeno 1095 casi dopo il 2016 e si pensa a 4-5.000 casi prima ma sono verifiche in corso. Una buona percentuale di giostre sono risultate tutte autorizzate con targhette rilasciate a Borgo d’Aloe. Fondamentale anche il ruolo del sindaco di Borgo d’Ale che ha segnalato i suoi sospetti ai carabinieri di Cigliano e per questo, in seguito al ritiro delle autorizzazioni e al blocco delle giostre, sarebbe addirittura stato minacciato di ritorsioni, sempre dal Comandante dei Vigili del paese  e dunque c’era anche in pericolo la sua incolumità.

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Il sistema è stato clonato a La Casse e Monte Silvano

Dopo che Borgo d’Ale ha cessato di vendere le autorizzazioni (secondo un protocollo parallelo e illegale che prevedeva pagamenti in contanti o su poste pay) il sistema è stato clonato al Comune di La Casse (To) e in Abruzzo al Comune di Monte Silvano per il quale sono ancora in corso le perquisizioni. Indagato anche il comandante dei vigili del comune torinese.

Una vicenda incredibile che, tra l’altro, ha aperto altri filoni d’indagine sempre sul Comandante borgodalese per tangenti su altri atti amministrativi, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illecita di armi e spendita di denaro falso.

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