«Negazionisti, vi prenderei a calci nel sedere»

Il contagio probabilmente durante un incontro tra congiunti: «Fate attenzione, è facile ammalarsi» La mamma intubata, la sorella di S. Vittore col casco Cpap e anche l’altra di S. Giorgio in ospedale

«Negazionisti, vi prenderei a calci nel sedere»
Cronaca Legnano e Altomilanese, 06 Dicembre 2020 ore 07:57

«Negazionisti, vi prenderei a calci nel sedere»: a parlare è Stefania Anselmi: 52 anni, residente a Cerro Maggiore e attivissima volontari della Pal

«Negazionisti, vi prenderei a calci nel sedere»

«Ho preso il Covid, così come mia madre e due mie sorelle. Fate attenzione, contagiarsi è molto facile. I negazionisti? Li prenderei a calci nel sedere».
A parlare è Stefania Anselmi: 52 anni, residente a Cerro Maggiore e attivissima volontari della Pal (Protezione animali di Legnano), ha vissuto un vero incubo. Il Coronavirus ha colpito lei, poi due sorelle (una finita in Terapia intensiva e l’altra col casco Cpap) e l’anziana madre (anche per lei il ricovero) nel giro di pochi giorni. «Era il 17 ottobre quando ho iniziato a non stare bene – racconta Stefania – Era stata una settimana tosta, pensavo fosse stanchezza. Poi è iniziata la tosse e dolori ovunque. Una notte ho accusato una crisi respiratoria, l’ossigenazione del sangue mi è scesa a 78. Ho fatto tutta la notte sveglia a guardare il saturimetro: ha oscillato verso 80, avevo tachicardie, cercavo di non tossire, respiravo con affanno. Se respiravo in profondità erano dolori lancinanti. La mattina il valore si è assestato su 90».
Stefania ha rischiato molto. Come gli altri membri della sua famiglia: «Mia mamma vive da mia sorella a San Vittore Olona, hanno passato insieme il lockdown. Anche mia mamma, poco dopo di me, ha accusato una crisi respiratoria. Ha 89 anni e ha l’Alzheimer. Abbiamo chiamato il 118: aveva tutti i sintomi del Covid ed è stata portata all’ospedale di Legnano. Per lei polmonite bilaterale da Covid. Hanno cercato di metterle la mascherina ma lei si agitava, è stata sedata». All’ospedale legnanese ci sono finite anche le due sorelle: «Quella che vive con mamma ha iniziato a non riuscire a respirare, non riusciva a fare le scale – ricorda Stefania – Prima la mascherina, poi il casco Cpap per darle ossigeno». E poi la sorella di San Giorgio su Legnano: «Ha avuto febbre molto alta, doveva andare a fare il tampone a Milano ma stava troppo male – prosegue Anselmi – E’ stata ricoverata in Terapia intensiva, ha avuto una grossa crisi respiratoria ed è stata intubata, sedata e per lei respirazione forzata».
Ora l’incubo è passato e la madre e le tre figlie stanno cercando di recuperare. «Pensiamo di averlo preso in famiglia, qualcuno di noi aveva il virus magari essendo asintomatico» afferma Stefania. Che aggiunge: «Ora penso al fatto che magari il mio corpo potrà avere conseguenze: dentro di me è passato uno tsunami».
Stefania si scaglia contro i negazionisti: «Sono persone che prenderei a calci nel sedere – dichiara – Dovrebbero provare a passare quello che è successo a noi. C’è chi se la prende se qualcuno fa notare che i ragazzi fanno assembramenti ma lo si fa notare per il loro bene, per non farli ammalare e per non far sì che trasmettano il virus. C’è chi ancora dice che la mascherina non serve: è follia». E ancora: «Vedo anche che tanti, ancora adesso, hanno paura di noi come se fossimo appestati e non va bene».
Quale insegnamento da questa esperienza? «Ho imparato ad apprezzare la vita. Ho molta fede, penso che nostro padre, mancato a gennaio, ci sia stato vicino dal Cielo».

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