Motta, don Paolo è sacerdote: “Ora ti vogliamo papa”

Motta Visconti, comunità in festa per l'ordinazione di don Paolo Matteo Ettori: l'emozione della sua prima messa e la lettera di don Samuele

Motta, don Paolo è sacerdote: “Ora ti vogliamo papa”
Cronaca Magenta e Abbiategrasso, 14 Giugno 2019 ore 08:41

Motta Visconti, comunità in festa per l'ordinazione di don Paolo Matteo Ettori: l'emozione della sua prima messa.

Motta, don Paolo è sacerdote: “Ora ti vogliamo papa”

Grande festa a Motta Visconti e affettuose celebrazioni della comunità per don Paolo Matteo Ettori. Il 26enne seminarista mottese è stato infatti ordinato presbitero nella mattinata di sabato 8 giugno nel Duomo di Milano, divenendo a tutti gli effetti sacerdote. E il giorno successivo ha partecipato alla tradizionale messa della domenica mattina a Motta, officiando così la sua prima cerimonia nel paese natale davanti a una folla di fedeli e concittadini. Ad accoglierlo c'erano infatti numerosissimi fedeli ed amici, entusiasti per il percorso intrapreso dal giovane. Nel corteo che si è svolto per le vie del paese, striscioni e manifesti, uno dei quali, a firma dei coetanei della leva '93, che addirittura, ottimisticamente, recitava: «Don Paolo adesso ti vogliamo papa! Siamo fieri di te»

Emozioni anche per chi ha avuto don Paolo come proprio alunno. Così l'insegnante Candida Passolungo, pensando a lui e ad altri studenti, ha commentato: “Sono stata con voi, con i vostri genitori, per capirci meglio e condividere altri momenti della vostra vita al di là della vita in classe. Siete molto importanti per me perché vedo in voi donne e uomini , mamme e papà, lavoratrici e lavoratori del futuro. Sono insieme con voi in una comunità e con l'aiuto di Dio, possiamo trovare e costruire le risposte che vi aiutino a scoprire il bello e il buono della vita. Pertanto Don Paolo è sicuramente un progetto del Signore, ma una grande gratificazione per noi docenti. Grazie Maestra Candida”

La lettera di don Samuele a don Paolo

Di seguito, il testo integrale della lettera aperta rivolta da don Samuele a don Paolo in occasione della sua prima messa di domenica 9 giugno

Caro don Paolo, come ci insegnò un esimio educatore del seminario, per scrivere un buon libro, l’importante è copiare bene. Ecco, io oggi non copierò, ma volentieri prenderò spunto; prenderò spunto da quanto tu ci hai consegnato nella tua bellissima immaginetta, e proverò a dirti e a dire qualcosina.

Anzitutto tu oggi ci dici: “Risorgendo, distrusse la morte, e rinnovò la vita”. Gesù, il Risorto, il Vivente, ha condiviso in tutto, eccetto il peccato, la nostra condizione umana! Ha condiviso la vita umana fino ad assumere anche le nostre sofferenze, le nostre fatiche e la nostra morte per donarci la sua risurrezione. Ha donato a tutti, per salvarci, il suo Corpo ed il suo Sangue. E così la nostra vita può essere sensata, bella, buona, beata ed eterna come la sua! Che mistero la storia di Gesù: è Dio Amore che si prende cura della mia vita! Come non dirgli “Grazie!”? Tu, caro don Paolo, celebrando la Santa Messa, dici e dirai ogni giorno a Dio il più grande grazie possibile! Grazie per il dono della vita! Grazie perché il Verbo si è fatto carne! Grazie per il Pane disceso dal Cielo, Pane di vita che sostiene nel cammino e apre le porte del Paradiso. Ma è un mistero non solo la vita di Gesù, ma anche la vita di noi esseri umani!

Ciascuno di noi è un puntino nella storia e nel mondo; è luce e tenebra; è bene e male; è meraviglia e miseria insieme. Proprio per questo motivo, ciascuno di noi ha bisogno che Dio continuamente rinnovi la vita: togliendo la bruttezza che viene dal peccato e facendo risplendere il bene che è in noi. Tu, caro don Paolo, ogni volta che donerai ad un peccatore il perdono di Gesù, distruggerai l’ombra di morte che è in lui, e rinnoverai la sua vita; gli ricorderai che Gesù è il Buon Samaritano, che prova compassione e guarisce le ferite di una umanità morente a causa dell’inganno del Diavolo; gli ricorderai che Dio, con l’amore di Gesù, continua a crearci e ricrearci, continua ad accoglierci nel suo abbraccio che fa nuove tutte le cose e ridona speranza nel cammino.

In secondo luogo, oggi, caro don Paolo, tu ci ricordi: “Un servo non è più grande del suo padrone”. E così ci dici chi ami e a chi doni la vita: Gesù, il Maestro buono che si è fatto servo. E così ci dici quanto è importante ascoltare il Vangelo e servire Gesù. Nei nostri tempi verso la fede cristiana si nota indifferenza, oppure odio irragionevole, oppure è vissuta con superficialità, oppure è strumentalizzata per fini personali; ma tu, che ascolti il Vangelo e servi Gesù, avrai fiducia in Lui e ti spenderai come Lui in questo mondo in maniera disinteressata, senza sperare vantaggi o guadagni o applausi, ma facendo tutto per la maggior gloria di Dio ed attendendo il centuplo di Gesù. Nei nostri tempi ti chiederanno, molto probabilmente, di fare miracoli e di riempire di giovani e gente gli oratori: tu, che ascolti il Vangelo e servi Gesù, umilmente dirai che prima bisognerà riempire i cuori con la parola di Dio ed i sacramenti… e in pochi ti capiranno, e in molti penseranno: ma non c’è nulla di più accattivante, divertente, moderno?

Ma tu, che ascolti il Vangelo e servi Gesù, con pazienza proverai ad educare il popolo di Dio alla preghiera e al silenzio: compito bellissimo e difficilissimo! Nel silenzio della preghiera insegnerai ad ascoltare Gesù e la sua proposta tenera e decisa; perché nel silenzio della preghiera ("silenzio" deriva dal latino "silere" che indica il suono del grano quando germoglia...) germoglieranno i semi della Parola che faranno crescere nuovi santi figli di Dio. Oggi inoltre è Pentecoste: lo Spirito Santo ti donerà tanti fratelli e sorelle santi: saranno per te esempio e consolazione. E lo Spirito santo è il maestro nel creare pace ed unità tra i diversi carismi. Ma oggi le nostre comunità sono anche piene di tanti “personalismi” che nascono dalle smanie di protagonismo di molti. Ti “tireranno” da tante parti: per i loro interessi, non per il Vangelo; per tante idee e iniziative, non per il Vangelo. Troverai tanti fedeli che sparlano l’uno dell’altro, invidiosi, gelosi, che giudicano tutti in base alle loro simpatie e antipatie. Ma tu, che ascolti il Vangelo e servi Gesù, ti farai servo di tutti, lavorerai e costruirai con tutti, apprezzerai il bene che c’è in tutti, unirai misericordia e verità nelle tue parole e nei tuoi gesti.

Infine, caro don Paolo, oggi ci ricordi un bellissimo consiglio di vita lasciatoci dal grande e caro don Claudio: “Date tutto… se non date tutto, è come se non deste niente”. Allora mi permetto di darti anche io alcuni suggerimenti: non perché sia chissà che maestro, ma mi fa piacere condividere con te quanto ho vissuto in profondità in questi miei primi quindici anni da sacerdote… E comunque stai tranquillo se non li seguirai tutti o subito… o se non seguirai questi suggerimenti ma altri… imparerai da te stesso ciò che aiuterà la tua vita ed il tuo ministero… l’importante è ricordarsi di non smettere mai di imparare dal Signore! Ecco qualche consiglio... Continua ad essere lieto nella speranza! Sei già un giovane lieto e solare: continua a donare a tutti bontà, attenzione, affetto, sorrisi, abbracci; costruisci ponti e non muri; porta al mondo la gioia di dare senso alla vita grazie a Gesù. Continua ad essere umile: sei già un ragazzo umile, continua a ricordarti e a ricordare a tutti che siamo polvere, siamo pieni di limiti; ma se siamo umili e doniamo i nostri talenti a Dio e all’umanità, saremo come Maria e Gesù: servi gioiosi di essere nel cuore di Dio più che desiderosi della gloria mondana.

Prega per avere un cuore docile al Signore e per discernere la Sua volontà: a volte bisogna essere pastori che aspettano l’ultima pecorella, a volte bisogna mettersi decisi alla guida del gregge, a volte sarà giusto (e ti farà bene!) uscire un po’ delle nostre comunità chiuse e dal cuore duro, e andare altrove, ascoltando e cercando chi si è un po’ smarrito e vaga nelle strade del mondo. Ama la Chiesa e difendila, anche se non è perfetta e magari ti farà un po’ soffrire; so che già la ami tanto, perché sai che in essa c’è il tesoro più grande della vita: Gesù, presente nell’Eucarestia, nelle sante parole del Vangelo, nei volti di tanti fratelli e sorelle, nella multiforme e sorprendente fantasia dello Spirito. Ascolta, ascolta, ascolta; non risolverai forse quasi nessuno dei problemi della gente e del mondo, ma così facendo sarai sempre di aiuto, sarai spalla sulla quale verranno versate tante lacrime, sarai per molti piccola roccia su cui ci si può appoggiare perché fondata sulla grande roccia del Vangelo.

Sii prudente nei giudizi: un vizio o difetto che giudichiamo negli altri possiamo averlo anche noi (e magari non ce ne accorgiamo!) o potremo averlo anche noi un giorno… noi siamo solo uomini e donne bisognose di affetto e perdono; e l’unico giudice è e sarà Gesù, il mite ed innocente Agnello che non condanna ma salva. Spenditi con passione ed intelligenza; anche in questo modo non risolverai tutte le questioni delle tue parrocchie, della Chiesa, del mondo, ma così facendo sarai esempio per chi vuol far seriamente la sua parte nella vita, e farai quella fatica che magari stanca il corpo, ma rinfranca l’anima. Infine: sii serio, perché con il dolore, le fatiche e le sofferenze del prossimo ci vuole grande comprensione e compassione; sii serio, ma non prendere tutto e tutti troppo seriosamente; abbi sempre uno sguardo fanciullesco ed ironico sulla realtà, poiché senti nel profondo la certezza che tutto è da sempre nel cuore e nelle mani di Dio. Concludo… Sii lieto don Paolo, perché Gesù ti ha scelto per amore, la sua bontà ti farà crescere e non ti abbandonerà mai! Sii lieto don Paolo, perché nello Spirito Santo c’è la pace e il bene che cerchiamo! Grazie don Paolo, perché doni la vita a Gesù, alla Chiesa, al mondo! E questo è per noi fonte di gioia e speranza per il futuro.

Molti ti stimeranno, molti penseranno che sei un folle: ma chi si fa folle per Gesù, è una delle persone più sapienti del mondo! Grazie don Paolo, perché con la tua scelta ci ricordi che Gesù chiama a grandi cose; e così provochi le nostre troppo spesso ripetitive e stanche scelte! Ti auguro di sentirti sempre accompagnato, soprattutto nei momenti difficili, dalla presenza del Padre celeste, dalla vicinanza materna di Maria, dall’amicizia dei santi, dal sostegno della Chiesa. Ti auguro di portare frutto, anche e soprattutto se questo vorrà dire portare la Croce e morire a se stessi: ma chi perde la vita per il Vangelo, la salva! Buon cammino. TORNA ALLA HOME PAGE PER LE ALTRE NOTIZIE