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Morti in corsia a Saronno: Cazzaniga torna in aula

Morti in corsia a Saronno: Cazzaniga torna in aula
Cronaca Saronno, 21 Ottobre 2019 ore 17:49

Morti in corsia a Saronno: Cazzaniga è tornato in aula oggi, lunedì 21 ottobre.

Morti in corsia a Saronno: Cazzaniga torna in aula

Si è tornati in aula questa mattina, lunedì 21 ottobre, per ascoltare e discutere l’esito della super perizia disposta a fine giugno dalla corte nella quale gli esperti sostengono che quelle di Leonardo Cazzaniga non furono cure palliative. Al vaglio degli esperti c’erano gli 11 decessi avvenuti tra le corsie del Pronto soccorso di piazzale Borella, ossia quelli di Pier Francesco Leone Ferrazzi, Luigia Lattuada, Mario Volontè, Angelo Lauria, Federico Mascazzini, Pietro Oliva, Antonietta Balzarotti, Giacomo Borghi, Antonino Isgrò, Giuseppe Pancrazio Vergani e Virginia Moneta. Il vice primario è accusato anche della morte di Domenico Brasca, la dodicesima vittima, il cui corpo è stato riesumato a maggio del 2018 in seguito alla denuncia presentata dalle figlie. Nel frattempo il dottor Cazzaniga, ai domiciliari, è in attesa che si esprima il tribunale del riesame, dopo la richiesta della procura di Busto Arsizio di riportarlo in carcere. Il procuratore di Busto Arsizio, Gian Luigi Fontana, ha infatti illustrato il suo ricorso per la revoca dell’ordinanza con cui sono stati disposti gli arresti domiciliari per il medico accusato di dodici morti in corsia e tre nell’ambito famigliare dell’ex amante Laura Taroni (il marito Massimo Guerra, la madre Maria Rita Clerici e il suocero Luciano Guerra).

L'esito della super perizia

Per tre delle morti prese in esame e probabilmente per una quarta il decesso sarebbe stato direttamente correlato al sovradosaggio dei farmaci somministrati da Cazzaniga e in altri 6 casi comunque sedativi in eccesso sarebbero stati una concausa dell'accelerazione della morte. In un solo caso invece non ci sarebbero state responsabilità. La difesa in aula ha parlato di “dolo” ribadendo il concetto di cure palliative: “Il tema - ha dichiarato il difensore di Leonardo Cazzaniga, l’avvocato Ennio Buffoli - è stabilire se è stata una condotta finalizzata a provocare la morte o ad alleviare sofferenze, ma gestita male”.

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