Comunità sotto shock

Morimondo, il vicesindaco Alberto Gelpi agli arresti domiciliari

Da sempre impegnato nel sociale, è uno dei 22 indagati della Guardia di Finanza di Magenta.

Morimondo, il vicesindaco Alberto Gelpi agli arresti domiciliari
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La comunità di Morimondo sotto shock: il vicesindaco Alberto Gelpi agli arresti domiciliari: è uno dei 22 indagati della Guardia di Finanza.

Vicesindaco agli arresti domiciliari

Il vicesindaco di Morimondo agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della Guardia di finanza di Magenta su un giro di reati fiscali e riciclaggio che vede 22 indagati. Tra i destinatari del provvedimento, c'era anche il noto avvocato abbiatense Giovanni Bosco che, appena ricevuta l'ordinanza di carcerazione, è stato colto da un malore e poco dopo è morto all'ospedale Fornaroli. Per il vicesindaco di Morimondo Alberto Gelpi, 62 anni, gli arresti domiciliari sono scattati qualche giorno più tardi, perché al momento della notifica dei provvedimenti da parte delle Fiamme gialle l'uomo si trovava all'estero. Ieri, venerdì 26 aprile, assistito dal suo legale avvocato Roberto Grittini, è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari per l'interrogatorio di convalida.

Fondazione Il Melograno estranea alla vicenda

La notizia ha avuto ampia eco in paese e in tutto l'Abbiatense, anche perché Gelpi all'impegno politico-amministrativo affianca da sempre quello nel sociale: tra le altre cose è presidente della Fondazione Il Melograno, costituita nel 2012 per volontà dell'Anffas onlus di Abbiategrasso e del Comune di Abbiategrasso con l'obiettivo di realizzare il progetto "Dopo di noi" per garantire una casa, un luogo sicuro e protetto alle persone affette da disabilità psichica grave senza più famigliari in grado di occuparsi di loro. Associazioni che comunque risultano del tutto estranee alla vicenda per cui  Gelpi è finito ai domiciliari.

Su cosa verte l'indagine della Finanza

L'indagine dei Finanzieri di Magenta verte su reati di bancarotta fraudolenta, indebita compensazione di crediti d’imposta per oltre 2 milioni e mezzo di euro, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Nell'ambito dell'operazione, sono scattati quattro arresti (due dei quali ai domiciliari) ed è stato anche disposto un decreto di sequestro preventivo di beni mobili e immobili per oltre 4 milioni di euro.
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