Mirco Jurinovich medaglia d'oro per le vite salvate col defibrillatore

Riconoscimento di Cerro Maggiore per la battaglia contro l'arresto cardiaco.

Mirco Jurinovich medaglia d'oro per le vite salvate col defibrillatore
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Medaglia d'oro per Mirco Jurinovich.

Prezioso riconoscimento per Mirco Jurinovich

Medaglia d'oro per Mirco Jurinovich, soccorritore di Cerro Maggiore e presidente dell'associazione "Sessantamilavitedasalvare" che da anni si occupa di sensibilizzare sull'importanza di diffondere i defibrillatori (strumento che può salvare la vita in caso di arresto cardiaco) su tutto il territorio. La consegna è avvenuta la mattina di domenica 21 gennaio in municipio durante la Giornata delle benemerenze civiche. Il riconoscimento gli è stato consegnato direttamente dalla mani del commissario prefettizio Anna Pavone.
Premio andato a Jurinovich "per aver dato inizio al progetto Sessantamilavitadasalvare che si è concretizzato con la distribuzione sul territorio di numerosi defibrillatori, insegnandone l'uso a tantissimi cittadini, con l'aiuto e il lavoro dei volontari dell'associazione". Il nominativo è stato segnalato dalle associazioni Cerro Shopping e Amici della terra.

Il commento del premiato

Soddisfatto Jurinovich: "Un riconoscimento molto gradito che ovviamente condivido con tutti i volontari dell'associazione e con tutti quelli che hanno creduto nel progetto sia semplici cittadini che amministrazioni che ci hanno appoggiato - ha commentato al termine della cerimonia -. E arriva in un momento particolare: quest'anno compie 20 anni il Progetto Vita Piacenza, che è stato il primo progetto europeo per la diffusione dei defibrillatori. Un progetto che funziona, che ha quadruplicato la possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco ma in Italia questo discorso è stato dimenticato, cosa che per fortuna non avviene in altri Paesi".

I risultati e i nuovi obiettivi

L'impegno dell'associazione guidata da Jurinovich ha seminato bene: oggi a Cerro e Cantalupo ci sono 23 defibrillatori (16 attivi h24), ben 90 quelli installati nella città di Legnano. "A livello nazionale manca una campagna di informazione, il sapere che questo strumento può salvare vite deve entrare in tutte le cose, servirebbe uno spot stile 'Poltrone e sofà' che tutti conosciamo e che è martellante - afferma Jurinovich -, maggior informazione ci dovrebbe essere anche sul sito web del Ministero della Salute. Le istituzioni centrali sono intervenute solamente nel 2012 in occasione delle morti del calciatore Morosini e del pallavolista Bovolenta: l'allora ministro Renato Balduzzi promulgò il decreto per rendere obbligatori i defibrillatori negli impianti sportivi, il suo successore Beatrice Lorenzin lo ha prorogato per ben due volte e questo è costato parecchie vite umane".
E prosegue: "Sul territorio dell'Altomilanese c'è stata ottima risposta: i Comuni hanno risposto bene, in particolare Cerro, Canegrate, San Giorgio e altre ancora, sono state le più attive nel battersi su questo problema. E poi ci sono state persone salvate, che dimostrano che il defibrillatore può davvero fare la differenza. Ora occorre puntare sulla tecnologia dell'applicazione Progetto Vita che è possibile avere sul proprio smartphone: uno strumento che permette un intervento rapido avvisando che c'è una persona colta da malore direttamente sul cellulare".

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