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La denuncia della food-blogger Francesca Simone

“Mi rubano l’identità digitale per truffare online le persone”

Da due anni Francesca Simone, food-blogger dell'Ovest Milano nota come "La Mora Felice", lotta con chi ruba le sue foto per riutilizzarle illecitamente online

“Mi rubano l’identità digitale per truffare online le persone”
Cronaca Magenta e Abbiategrasso, 21 Marzo 2021 ore 13:00

Da due anni Francesca Simone, food-blogger dell’Ovest Milano nota come “La Mora Felice”, lotta con chi ruba le sue foto per riutilizzarle illecitamente online

“Mi rubano l’identità digitale per truffare online le persone”

«Usano le mie foto condivise sui social per creare profili falsi e organizzare dei raggiri alle persone». Una situazione delicata che dura ormai da due anni, racconta Francesca Simone​​​​​​​, food-blogger dell’Ovest Milano famosa sui social come «La Mora Felice». E’ proprio il mondo del web e della fotografia a giocarle un brutto scherzo. Le sue foto, alcune anche con la prima bimba, sono state prese e riutilizzate per creare dei profili falsi su Facebook, Instagram e persino su Tinder. Se all’inizio poteva sembrare un dispetto personale, un brutto scherzo di qualche conoscente, con il crescere del numero delle segnalazioni da parte di amici e conoscenti che riconoscevano i falsi profili, Francesca ha intuito ci fosse qualcosa di più ed è andata a denunciare il furto alle forze dell’ordine.

“Truffatori che usano anche la scusa di una bimba malata”

«Dietro a questi profili falsi si nascondono vere e proprie organizzazioni criminali che organizzano vere e proprie truffe d’amore – spiega Francesca – Usando foto di donne o uomini dalla trentina in su, contattano altri utenti con lo scopo di avviare delle conversazioni finalizzate a coinvolgere sentimentalmente per poi chiedere del denaro, utilizzando magari la scusa della bimba malata o di non riuscire ad arrivare a fine mese».

“Piccole truffe con base all’estero, difficili da perseguire”

Vere e proprie truffe che però sono difficili da intercettare e soprattutto si costituiscono spesso in raggiri di poche centinaia di euro: «Per questo motivo le forze dell’ordine mi hanno spiegato siano poco approfondite, provando a risalire alle organizzazioni spesso si finisce in Costa d’Avorio o comunque Paesi non europei e questo complica tutto. Colpiscono con piccole truffe, chiudono profilo e ne riaprono altri e continuano così. Purtroppo la legge può fare poco».

La preoccupazione di Francesca: che qualcuno pensi sia lei responsabile

La preoccupazione più grande di Francesca, oltre all’utilizzo delle foto dei minori, è quella che in caso di truffe e denunce, lei potrebbe essere accusata di concorso in truffa: «Ho dichiarato quali siano i miei profili ufficiali e portato alcune segnalazioni di profili social falsi, avvisando di quello che mi sta accadendo. In questo modo dovrei esser tutelata per quanto concerne il rischio di accuse di truffa, però rimangono altre preoccupazioni». Diverse persone truffate sono risalite ai profili ufficiali di Francesca (tramite la foto), credendo fosse lei la persona ad aver organizzato il raggiro: «Purtroppo molte vittime sono poco smart e lucide ed è difficile far capire loro non sia io la responsabile della truffa. La paura è che un giorno qualcuno si presenti sotto casa o trovi il modo di raggiungere i miei figli; per questo è importante che denunci pubblicamente questa vicenda: se qualcuno vi scrive avendo la mia foto, sappiate che è una truffa, non sono io».

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