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Mensa solidale di Mazzafame, serviti quasi 5mila pasti in sette mesi

La Cena dell’amicizia, attiva nella parrocchia Cardinal Ferrari dal 2013, è rivolta soprattutto alle famiglie.

Mensa solidale di Mazzafame, serviti quasi 5mila pasti in sette mesi
Cronaca Legnano e Altomilanese, 30 Settembre 2019 ore 15:44

Mensa solidale di Mazzafame, il servizio è ripartito dopo la pausa estiva.

Mensa solidale di Mazzafame, una mano tesa alle famiglie

Un pasto assicurato per 21 nuclei famigliari, pari a 55 persone. Tanti sono gli utenti della mensa serale Cena dell’amicizia di Mazzafame. Il servizio, avviato dalla parrocchia Cardinal Ferrari nel 2013 per iniziativa di don Paolo Gessaga, si affianca ad altri già presenti a Legnano, come la Casa della carità, mensa dei poveri gestita dai frati della parrocchia di Santa Teresa. «Fin dall’inizio la nostra esperienza si è distinta per alcune peculiarità - spiega Giorgio Molla - : mentre la Casa della carità accoglie i bisognosi a pranzo, noi forniamo la cena. Anche l’utenza è un po’ diversa: dai frati è più variegata, a noi si rivolgono soprattutto famiglie, anche se siamo aperti a tutti. Con il passare del tempo poi sono aumentati quanti vengono a ritirare il cibo ma non lo consumano qui, perché magari sono conosciuti nel quartiere e preferiscono mantenere un certo riserbo sul momento di difficoltà economica che stanno attraversando. Per questo siamo passati da un servizio di mensa propriamente detto alla fornitura di monoporzioni sigillate che poi i nostri utenti portano a casa per consumarle con la propria famiglia».

Circa 50mila pasti in quasi sei anni

A quasi sei anni dall’apertura, la Cena dell’amicizia ha fornito circa 50mila pasti. Una realtà importante, che evidentemente ha risposto a un bisogno molto sentito sul territorio. E che ora riparte con una nuova guida. Il parroco don Paolo Gessaga infatti è stato trasferito dalla Curia nel quartiere milanese di Gorla, mentre al Beato Cardinal Ferrari l’attuale parroco dei Santi Martiri, don Fabio Viscardi, ha assunto l’incarico di amministratore parrocchiale, con sacerdote referente don Osvaldo Saleri, ex cappellano dell’ospedale di Abbiategrasso.

Per la prima volta senza il parroco don Paolo Gessaga

«Con il mese di settembre abbiamo ripreso il servizio - prosegue Molla -. Una riapertura che dopo sei anni, per la prima volta, non ha visto la presenza del nostro parroco don Paolo, che aveva avviato con tanta passione questa esperienza, ma ora destinato come parroco in una nuova parrocchia di Milano. In questi sei anni la mensa, con l’aiuto di don Paolo, ha mantenuto vivo l’obiettivo di vivere questo servizio come testimonianza di tutta la nostra comunità parrocchiale e di aiutare le persone e le famiglie in situazioni di bisogno, con un servizio che ascolta, accoglie e accompagna».

Quasi 5mila pasti nei primi sette mesi dell'anno

Nei primi sette mesi del 2019 (gennaio/luglio) sono stati serviti 4.850 pasti. Attualmente usufruiscono del servizio di distribuzione, attivo dal lunedì al venerdì, 21 nuclei famigliari composti da intere famiglie o singoli, pari a 55 persone di differenti nazioni, cultura e religione.
«La mensa - sottolineano dalla parrocchia - non è solamente l’impegno a servire un pasto completo, ma vuole essere un’occasione di relazione, capace di trasmettere sicurezza e strumenti per aiutare a superare la difficile situazione nella quale versano le persone».

Un modo intelligente per lottare contro lo spreco alimentare

«La Cena dell’amicizia è anche l’occasione per manifestare la solidarietà del territorio, in quanto il cibo raccolto e confezionato dai nostri 45 volontari viene ritirato gratuitamente in aziende, presidi ospedalieri, mense scolastiche e punti vendita convenzionati. Inoltre è un’importante e intelligente modo di lottare contro lo “spreco alimentare”: oltre a pane, frutta e verdura fresca, viene recuperato dalle mense cibo già preparato e non consumato. Ringraziando don Paolo che ha dato il via all’opera, contiamo, con l’aiuto di don Fabio e don Osvaldo, di continuare la testimonianza della nostra comunità e di tutti coloro che vorranno condividere questa nostra esperienza».

 

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