Le misure

Maxi confisca di beni al capo ultras del Milan

Confiscati immobili e beni di lusso per un valore superiore al milione di euro

Maxi confisca di beni al capo ultras del Milan
Rhodense, 21 Luglio 2020 ore 13:23

Una maxi confisca di beni ai danni di Luca Lucci, capo ultras del Milan e leader della “Curva Sud”, è stato effettuato questa mattina dalla Polizia di Stato

Le misure contro il capo ultras del Milan

La confisca e la sottoposizione alla sorveglianza speciale, eseguite stamane dai poliziotti della Divisione Anticrimine della Questura di Milano, seguono il sequestro dei beni avvenuto il 24 giugno 2019. I beni precedentemente sequestrati su proposta del Questore di Milano, con il provvedimento eseguito oggi vengono confiscati e, salvo impugnazione, verranno definitivamente acquisiti al patrimonio dello Stato. Nello specificosi tratta  di una villetta di due piani a Scanzorosciate (BG), una automobile “Audi”, modello “Q5”, dieci orologi di lusso, marca “Rolex”, i saldi
di tre conti correnti bancari, e infine l’esercizio pubblico denominato “Clan 1899” di  Sesto San Giovanni (MI), luogo storico di raduno degli ultras del Milan, già oggetto di indagini in passato per reati inerenti gli stupefacenti. Tali beni raggiungono un valore complessivo di 1,2 milioni di euro.

Le misure cautelari

Lucci è stato anche  sottoposto alla sorveglianza speciale di P.S. per tre anni, con l’obbligo di rincasare la sera prima delle 22 e di non uscire la mattina prima delle 07, con il divieto di accedere e dimorare nei comuni di Milano e Sesto San Giovanni, e con l’obbligo di mantenersi ad almeno 3 km di distanza dagli stadi dove si svolgono manifestazioni calcistiche.
Le misure di prevenzione sono state applicate in considerazione dell’elevato profilo criminale del soggetto, che nel corso degli anni ha preso parte a episodi violenti legati al mondo delle tifoserie, stringendo legami con soggetti coinvolti nel traffico di sostanze stupefacenti gestito dalla criminalità organizzata. Già dall’inizio degli anni 2000, appena maggiorenne risultò implicato nell’omicidio di un avvocato consumatosi nel 2006 nonché elemento della “filiera” del traffico di stupefacenti, legata al mondo degli Ultras.

Il capo ultras è stato condannato anche per gravi reati contro la persona, ed in particolare per le lesioni gravissime provocate nel 2009 a un tifoso dell’Inter nel corso del derby calcistico Milan-Inter del 15.02.2009. Più di recente,  il  15 maggio 2018, Lucci è stato arrestato, perché responsabile della compravendita di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, ricevuta presso i locali del Clan di Sesto San Giovanni, oggetto dell’odierno provvedimento di confisca.
Una volta ricostruito il profilo criminale di Lucci, a seguito degli accertamenti patrimoniali svolti dalla Divisione Anticrimine è emerso che Lucci, nonostante risultasse svolgere l’attività di elettricista, in realtà traeva le sue fonti di sostentamento, almeno in parte, da attività illecite mantenendo nel corso degli anni un elevatissimo tenore di vita, ingiustificato rispetto alle capacità reddituali. Oltre al possesso di numerosi orologi di valore, gli accertamenti degli agenti della Divisione Anticrimine hanno evidenziato che lo stesso ha effettuato numerosi viaggi – anche all’estero – in rinomate località turistiche, ed ha acquistato una notevole quantità di capi di abbigliamento ed accessori di lusso.

Una prima volta

Si tratta della prima applicazione in Lombardia della confisca antimafia nei confronti di un esponente ultras legato al mondo del calcio, con legami con la criminalità organizzata; inoltre, dopo le due sorveglianze speciali applicate nel 2019 agli ultras dell’Inter (Massimo Piovella e Nino Ciccarelli) per i fatti di Inter-Napoli del 26 dicembre 2018, si tratta della prima sorveglianza speciale applicata ad un ultras del Milan.

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