La 23enne nell'Accademia militare di Livorno

Martina De Meo, da Ozzero alla Marina militare

La 23enne dell'Abbiatense è entrata nell'Accademia navale di Livorno: “Il mio obiettivo è divenire medico militare, amo il mare e desidero servire il mio Paese”

Martina De Meo, da Ozzero alla Marina militare
Cronaca Magenta e Abbiategrasso, 09 Gennaio 2021 ore 15:30

La 23enne dell’Abbiatense è entrata nell’Accademia navale di Livorno: “Il mio obiettivo è divenire medico militare, amo il mare e desidero servire il mio Paese”

Martina De Meo, da Ozzero alla Marina militare

Da Ozzero all’Accademia navale di Livorno per entrare a far parte della Marina militare italiana come medico: è il percorso che ha iniziato lo scorso dicembre la giovane Martina De Meo, con il giuramento di fedeltà alla Repubblica davanti ai Capi di stato maggiore della Marina. Martina De Meo racconta a Settegiorni il percorso che ha portato a questa scelta e le sue aspirazioni per il futuro.

Qual è stato in breve il percorso umano e di studi precedente all’ingresso in Accademia?
Ho frequentato l’indirizzo scientifico dell’istituto Bachelet ad Abbiategrasso, in provincia di Milano, ma oltre alla formazione scolastica ho coltivato negli anni altri interessi. Ho praticato attività sportive come la pallavolo fino alla terza media ed il nuoto fino al quinto anno del liceo, ho partecipato a corsi di teatro e, inoltre, ho frequentato un corso di inglese, conseguendo la certificazione Cambridge B2. Ho avuto anche la possibilità di svolgere, tra il quarto e il quinto anno di liceo, uno stage presso il laboratorio di analisi dell’ospedale di Magenta, dove ho avuto l’opportunità di vedere da vicino una professione che, inserita nell’ambiente militare, rappresenta oggi l’obiettivo della mia vita.

Come è maturata la tua scelta di entrare nella Marina Militare?
Ho scelto di entrare nella Marina militare intraprendendo il percorso formativo dell’Accademia navale, spinta dal forte desiderio di servire il mio Paese oltre che dall’ambizione di diventare medico militare. Le motivazioni che spingono un medico a prendersi cura di un paziente sono molto simili a quelle che spingono un militare a mettersi al servizio della collettività e non prescindono da valori quali la generosità, il senso di responsabilità, la solidarietà e la lealtà. Sono stata inoltre attratta dalle opportunità che l’Istituto di formazione della Marina è in grado di fornire a tutti i giovani come me, ovvero un percorso universitario di assoluto livello, unito alla possibilità di mettersi in gioco e vivere esperienze uniche come, ad esempio, la futura campagna addestrativa estiva su Nave Vespucci.

Come è stata accolta questa scelta da familiari e amici?
La mia famiglia ed i miei amici hanno sempre appoggiato la mia scelta. Sanno bene che questa professione comporta numerosi sacrifici e stare spesso lontano da casa, ma è ciò che ho scelto per realizzarmi sia sotto il profilo professionale che personale.

Cosa significa per una giovane donna intraprendere questo percorso?
Si tratta di un percorso sicuramente impegnativo, che ti mette costantemente alla prova. Sono sin da ora consapevole che non sarà facile, in futuro, conciliare la vita privata con gli impegni lavorativi, ma alla base della mia decisione c’è una passione fortissima per il mare e per questa professione che, peraltro è condivisa da tutti i miei colleghi. Ogni giorno ci impegniamo al massimo delle nostre possibilità, aiutandoci l’un l’altro, sostenendoci a vicenda come un grande equipaggio.

Cosa hai provato nel giurare fedeltà alla Repubblica, per di più in un contesto eccezionale come quello di questo 2020?
È piuttosto difficile trovare le parole per descrivere cosa abbia provato quando ho giurato fedeltà alla Repubblica italiana. Sono state sicuramente delle emozioni molto forti, che porterò dentro di me per sempre. Il giuramento è un momento che ogni allievo attende con entusiasmo. Questa cerimonia, infatti, sancisce l’entrata effettiva in Forza armata e ti fa sentire parte della grande famiglia della Marina militare ripagandoti di mesi di duro addestramento. A causa della situazione sanitaria, la cerimonia del giuramento si è svolta in maniera diversa rispetto agli anni passati, senza la presenza dei nostri genitori che tuttavia sin dal nostro primo giorno in Istituto non hanno fatto mancare il loro appoggio e la loro vicinanza.

Com’è la tua vita in Accademia?
In Accademia, la sveglia è alle 06.25. La giornata inizia con le attività ginnico-sportive per poi continuare, dopo colazione, con le lezioni universitarie, nel mio caso di Medicina. Nel primo pomeriggio si prende parte a varie attività sportive come nuoto e atletica, oppure ad attività professionali, come vela e attività marinaresca. A partire dalle 17 comincia la parte della giornata dedicata allo studio e, dopo cena, c’è invece un po’ di tempo libero. Alle 22:45 si va a riposare in modo da poter ricaricare le batterie ed affrontare il giorno successivo con il piglio giusto.

 Come ti immagini il tuo futuro nella Marina militare?
Vedo il mio futuro a bordo delle Navi della Marina militare nelle vesti di ufficiale medico di bordo. Il mio obiettivo è quello di poter essere un punto di riferimento per tutto l’equipaggio, dare il mio contributo dal punto di vista medico-sanitario soprattutto quando la mia nave si troverà in alto mare, distante dagli ospedali della terraferma. Le aree di competenza del medico di bordo sono molteplici e comprendono la prevenzione e la cura del personale, le visite mediche generali e la gestione di situazioni di emergenza e di primo soccorso sono tutti compiti che mi affascinano molto e a cui ambisco e che sarò in grado di assolvere se affronterò con dedizione e impegno il mio percorso formativo in Accademia navale. TORNA ALLA HOME

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