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Marcia People, i commenti di chi non c'era

La consigliera regionale Sardone dice la sua.

Marcia People, i commenti di chi non c'era
Rhodense, 03 Marzo 2019 ore 09:28

Marcia People, i commenti di chi non c'era.

Duecentomila in piazza

Erano circa 200mila le persone che nella giornata di ieri hanno manifestato in piazza a Milano per dire "no" ad ogni forma di razzismo. La manifestazione raccoglie oggi i commenti di chi non c'era, ovvero le parole di quegli esponenti politici che non si sono sentiti rappresentati.

 Marcia People, i commenti di chi non c'era

A cogliere l'occasione per parlare Silvia Sardone, consigliere regionale del gruppo misto dopo un passato in Forza Italia: “Se ce ne fosse ancora bisogno, oggi la sinistra ha dato dimostrazione per l’ennesima volta di essere completamente scollegata dalla realtà: il sindaco Sala, l’assessore Majorino e le varie onlus che hanno fatto dell’immigrazione il proprio cavallo di battaglia hanno sfilato per le vie del centro in supporto agli extracomunitari, a causa dei quali le periferie di Milano sono diventati ghetti impenetrabili. Come al solito hanno gridato al razzismo, dimenticandosi che i veri razzisti sono loro: anti-italiani che pensano solo agli immigrati e mai alle famiglie in difficoltà o agli anziani. Del resto basta guardare i numeri del welfare milanese per capire le priorità della giunta a guida Pd: bebè card, case popolari, sostegno al reddito, borse lavoro, reddito di inclusione, tutte misure scandalosamente orientate a favorire gli stranieri. In piazza oggi non mancavano le bandiere rosse con la falce e il martello, esponenti dell’Anpi e dell’Arci, le associazioni che lucrano sulla finta accoglienza, le ong che hanno fatto dell’accoglienza un vero business, i radical chic che vogliono più migranti ma non sotto casa loro bensì in periferia, i centri sociali abusivi che vendevano birra senza alcun permesso, e tantissimi altri residuati bellici della sinistra terzomondista: tutti insieme appassionatamente per scandire i soliti slogan ed esporre i soliti striscioni pro immigrazione di massa. Addirittura sono spuntati cartelli che paragonavano la Shoah a quanto succede nel Mediterraneo: un raffronto inaccettabile e totalmente falso che manca di rispetto nei confronti dei veri deportati nei campi di sterminio. L’emblema di questa manifestazione è stata la presenza della Boldrini, massima rappresentate del “prima gli stranieri”.  La sinistra anche oggi ha dimostrato di fregarsene del sentire comune della stragrande maggioranza dei cittadini che chiedono esattamente l’opposto di quanto porta avanti il Comune di Milano: i milanesi vogliono più sicurezza e legalità, invece in cambio ottengono la palma di capitale italiana del crimine e città con più clandestini: è questo il loro Modello Milano?”

A queste si aggiungono le parole di Alfonso Indelicato, consigliere comunale indipendente a Saronno:

"La Sinistra italiana ha celebrato ieri a Milano i suoi funerali. È stato un corteo funebre chiassoso e colorato, come del resto lo sono oggi non pochi funerali laici e perfino religiosi: danze battimani e discorsi in piazza. I partecipanti non erano i 250.000 conclamati dagli organizzatori: sì e no 100.000,  comunque un bel numero. Diciamo che ha raccolto le forze per il suo canto del cigno, mettendo sotto pressione quel che rimane della sperimentatissima macchina organizzativa la quale, ai tempi d’oro, portava in Piazza San Giovanni un milione di persone (neppure quel numero era reale, ma di molto superiore a quello raggiunto nella città meneghina). In effetti Milano era il luogo giusto per la bisogna. Direi un luogo – simbolo di quello che la Sinistra è oggi, con i suoi quartieri trendy svettanti di grattacieli e rutilanti di luci che confinano con le favelas e le no passing zone dove su un mare di poveri spadroneggiano, nell’indifferenza dell’amministrazione, nomadi e centri sociali.E il lungo corteo che si è dipanato per le vie del centro ha dimostrato una sola cosa: che la Sinistra italiana è prigioniera delle sue coazioni a ripetere e incapace di comprendere cosa è accaduto almeno dal referendum del 2016 ad oggi, simile a un pugile che barcolla sul ring stordito dagli uno-due dell’avversario, incapace di metterlo a fuoco. Il battere sul presunto diffuso razzismo, l’auto-porsi come “l’Italia  migliore” e simili amenità non possono che rassicurare quanti nella Sinistra non credono, e viene a mente quella celebre massima latina che, tradotta, suona così: “Dio toglie il senno a quelli che vuole perdere. Beninteso, la Sinistra come esigenza di solidarietà sociale e di uguaglianza (non egualitarismo) non potrà mai venir meno ed in effetti non è venuta meno, solo che oggi questa esigenza vive all’interno della Destra, soddisfatta dalla Destra. Privata dei suoi orpelli ideologici, delle mostruosità intellettuali come il materialismo dialettico e la lotta di classe che hanno prodotto sangue e miseria lungo tutto il ‘900, essa vive oggi quale sforzo di sovvenire il povero con misure concrete, non di condurre  l’astrazione chiamata “proletariato” verso destini di egemonia. Forse qualcuno a Sinistra se n’è accorto, e vorrebbe imboccare un’altra strada, ma i fautori dell’immigrazionismo senza limiti ieri erano a Milano i padroni del corteo, dove spiccava anche il ghigno di quel sindacalista notoriamente moderato che ha nome Landini, nonché il fine dicitore Gino Strada (“un paese che non investe nella cultura poi si trova questi qua …”), Bisio e tutto il caravanserraglio dei volti noti televisivi in attesa di futuro riposizionamento. La Sinistra italiana, eternamente estranea alla Nazione, impegnata a cercarsi in Africa un nuovo proletariato, danza, anzi mestamente ballonzola, in Galleria. Ha evidentemente esaurito i giga, e le restano solo pochi byte per dire, mestamente, “addio”.

 

“La cosiddetta marcia della tolleranza altro non è che uno strumentale attacco al Governo. Sala e il Pd anziché coi clandestini, dovrebbero essere tolleranti con quei commercianti milanesi e quei lavoratori penalizzati dall'Area B e con tutte quelle famiglie italiane del centro e delle periferie che soffrono e non sanno come andare avanti".

Lo rimarca il commissario della Lega di Milano, nonché vice capogruppo alla Camera dei Deputati, Fabrizio Cecchetti in merito alla manifestazione di sabato a Milano. "Mentre ci sono tanti italiani che soffrono e le cui esigenze non vengono ascoltate dall'Amministrazione Sala e dal Pd, questi ultimi fanno una marcia per tutelare i clandestini. La marcia non è altro che un attacco al Governo, al ministro Matteo Salvini e alla sua politica che mette in primo piano gli italiani e che lotta contro l'immigrazione clandestina in nome della sicurezza". Ma non solo, perché oggi anche la Lega si è mobilitata. "Mentre loro si ergono a difesa dei migranti, la Lega oggi in tutti i mercati di Milano ha raccolto le firme contro l'Area B voluta da Sala e dal Pd che non fa altro che mettere in difficoltà ambulanti e commercianti e crea disagi a chi a Milano viene per lavorare e non si può permettere un'automobile nuova. La differenza tra noi e loro è questa: noi siamo in piazza a fianco dei milanesi e degli italiani, loro dei clandestini".