Il caso

Mancano i docenti, scuole nel caos VIDEO

A Corbetta la dirigente estende l'orario antimeridiano, furia del sindaco

Magenta e Abbiategrasso, 15 Settembre 2020 ore 10:05

Mancano i docenti, scuole nel caos. L’inizio della scuola ha una doppia faccia: da una parte la gioia dei più piccoli che, nonostante le nuove regole e la mascherina, hanno ripreso con entusiasmo  le lezioni, dall’altro i dirigenti scolastici alle prese con la mancanza di docenti.

Mancano i docenti, scuole nel caos

A Corbetta la dirigente Aurora Gnech fa i conti con 23 cattedre scoperte solo alla primaria, più alcune all’Infanzia e alle medie. In quest’ultimo caso, essendo la situazione ben chiara, aveva già disposto fino a fine mese l’orario ridotto. Alla primaria, invece, contava di avere gli insegnanti per tempo, ma purtroppo non è andata così: “Ho 23 cattedre scoperte, più 58 bimbi che necessitano di sostegno senza gli insegnanti. Alcuni casi sono gravi. Stiamo tamponando con risorse interne ed educatori comunali, il consiglio d’istituto ha compreso e è stato deliberato l’orario antimeridiano per tutta la settimana”. Mezza giornata anche in alcune classi dell’infanzia.  Per la prossima settimana si vedrà. Genitori infuriati, perchè non sanno come gestire i ragazzi. Ma i dirigenti hanno le mani legate, finchè l’Ufficio scolastico regionale non approverà le nuove graduatorie e farà le nuove nomine. In ritardo, decisamente, rispetto alla prima, sofferta campanella; un tema, su cui, forse, bisognava davvero lavorare in estate ai livelli alti, evitando di scaricare l’ennesima criticità sulle scuole.

La furia del sindaco contro il ministro

Polemica sollevata anche dal sindaco di Corbetta, Marco Ballarini: “Il termine del primo giorno di scuola, ecco la verità: in Lombardia manca 1 docente su 5 per la scuola primaria! A Corbetta ne mancano 23 tra insegnanti di sostegno e di ruolo, e così per tutta la settimana si farà mezza giornata: complimenti Ministro! Pazienza che non sia arrivato nemmeno un banco: ci hanno pensato comune e scuola; pazienza che non siano arrivate le mascherine: ci hanno pensato le famiglie; pazienza che non si è avuto un’idea chiara sulle misure di sicurezza: ci abbiamo lavorato insieme!”.

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