Malore fulminante in cartoleria: muore il professor Monfrini

Stimato professionista e appassionato insegnante, se n'è andato in pochi istanti a Fagnano Olona

Malore fulminante in cartoleria: muore il professor Monfrini
Saronno, 24 Marzo 2018 ore 08:00

Malore fulminante in cartoleria: muore il professor Monfrini

Malore, morto

Il malore in cartoleria

E’ morto in pochi istanti in cartoleria, dove era appena entrato per chiedere una rilegatura, appena uscito di casa. I suoi silenzi, il dolore improvviso e troppo forte, il mancamento. Fortunato Monfrini, marito premuroso e padre amato, dedito alla famiglia, professionista stimato e insegnante appassionato se n’è andato così a 64 anni: con le sue poche parole, quasi senza voler disturbare, nella serena mitezza che ha sempre avuto negli occhi. E forse senza neppure rendersi conto che la fine, inattesa e improvvisa, prematura e ingiusta, lo attendeva quella mattina.

Inutili i soccorsi, probabile aneurisma

Mercoledì alle 9 l’entrata in cartoleria Colombo in piazza Garibaldi, con il centro del paese brulicante del solito via vai di inizio giornata. Dopo pochi minuti, il volto che sbianca, il personale che si accorge del malore e chiede cosa non va, il forte dolore al fianco e poi appena pochi passi, prima di cadere sul pavimento, con il respiro affannato di un cuore grande che provava a resistere. Immediata la chiamata al 118, con l’ambulanza arrivata in pochi minuti sul posto, dove anche la moglie Rosella Vanzini, conosciuta e stimata professoressa alle vicine scuole medie, era già accorsa, chiamata dal cartolaio attraverso il cellulare dell’uomo. Il quale nel frattempo aveva già perso conoscenza. La squadra del soccorso lo ha intubato sul posto, cercando in tutti i modi di riprendere la vita che se n’era già inesorabilmente andata, per quel malore fulmineo che è stato, secondo l’ipotesi più probabile avanzata dai medici, un aneurisma che non poteva trovare rimedio.

Una vita piena di impegni e di soddisfazioni

Fortunato Monfrini lascia una vita piena di impegni, di soddisfazioni e di riconosciute doti, umane e professionali. Non solo a Bergoro, dove abitava e dove era cresciuto, dall’oratorio della gioventù a una presenza costante, discreta e attenta al paese che non era mai venuta meno. Ma era conosciuto anche per la sua professione di ingegnere, con il suo studio che era l’approdo dei molti in cerca di affidabilità e competenza, e per i tanti anni di insegnamento all’Istituto don Milani di Tradate, dove è stato riferimento e capace docente per tante generazioni di giovani, preparate al mondo del lavoro e formate per il loro futuro.

Sconcerto a Fagnano Olona e all’istituto don Milani di Tradate

La sua improvvisa morte ha lasciato tutti – il suo paese, la sua scuola, i suoi studenti – nello sconcerto e nell’incredulità. Ma soprattutto ha portato via il compagno di una vita alla moglie Rosella, alla quale si è stretto l’intero corpo docente dell’Istituto comprensivo di Fagnano, e il padre mite, presente e incoraggiante ai figli Luisa e Riccardo, che – con la vicinanza manifestata loro dai molti amici in questi giorni – porteranno nel cuore il suo sguardo, le sue parole e i suoi silenzi.

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