Magenta, Gelli e Cecchetti in Prefettura per i profughi

Magenta, Gelli e Cecchetti in Prefettura per i profughi
30 Gennaio 2017 ore 15:14

Il Vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) e il consigliere comunale leghista di Magenta Simone Gelli hanno incontrato nei giorni scorsi il viceprefetto di Milano Darco Pellos in merito alle criticità emerse alla Vincenziana di Magenta, centro in cui da anni sono presenti circa cento richiedenti asilo.

Abbiamo rappresentato al viceprefetto – commenta Simone Gelli – una situazione nella quale da ormai tre anni non è possibile avere notizie sulle reali condizioni degli immigrati all’interno della Vincenziana. Sia per quanto riguarda la loro salute, sia per quanto riguarda i presunti casi di prostituzione all’interno della struttura infatti, ad oggi, non è possibile ottenere una verità da parte né del sindaco né di chicchessia dell’amministrazione comunale. Abbiamo chiesto al viceprefetto di fare luce su una situazione che a mio parere non può continuare a perdurare nella nostra città ancora a lungo. Tutti i magentini hanno pieno diritto di conoscere la verità sulle tante situazioni a dir poco imbarazzanti che stanno coinvolgendo la struttura della Vincenziana e gli immigrati clandestini che in essa vi risiedono.

 

Ora – commenta Fabrizio Cecchetti – siamo in attesa di conoscere la data in cui potremo finalmente visitare la Vincenziana con una delegazione di Consiglieri regionali, in modo da poter toccar con mano tutte le criticità emerse. Non possiamo più tollerare altri casi di prostituzione, violenze o di resistenza alle forze dell’ordine. Ribadiamo che quel centro va chiuso immediatamente, sono accadute troppe vicende che hanno creato problemi e allarme tra i cittadini di Magenta ed è emerso chiaramente che la cooperativa Intrecci, responsabile dei richiedenti asilo, non è assolutamente in grado di gestire il centro né di garantire la sicurezza e il minimo rispetto della convivenza civile. In prefettura ne prendano definitivamente atto e avviino le procedure per trasferire gli immigrati in altre strutture fuori dalla Lombardia”.


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