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Luca Vavassori, il padre rassicura: "E' vivo, si trova in ospedale"

Luca Vavassori, portiere professionista, era partito per l'Ucraina allo scoppio della guerra.

Luca Vavassori, il padre rassicura: "E' vivo, si trova in ospedale"
Cronaca Magenta e Abbiategrasso, 26 Aprile 2022 ore 10:18

Dopo le ore di ansia vissute ieri, 25 aprile 2022, per Luca Vavassori, portiere volato in Ucraina per combattere i russi, il padre ha voluto rassicurare tutti dicendo che si trova in ospedale.

La paura dopo l'annuncio sul profilo Instagram

Ore di ansia ieri per la famiglia di Luca Vavassori il figlio di Alessandra Sgarella ex titolare dell'Italsempione di Cornaredo e Pietro Vavassori attuale proprietario della ditta che oggi ha sede a Vittuone. Da ieri sera si erano persi i contatti con lui ex portiere delle società di calcio di Cornaredo, Vittuone e Legnano.

 Ivan Luca Vavassori, 29 anni di origini russe, adottato dalla famiglia Vavassori quando era piccolo, si è arruolato come volontario all’inizio della guerra per combattere nelle file degli ucraini. Stamattina, sul suo profilo Instagram, è apparso questo messaggio:

“Ci dispiace informarvi che la scorsa notte, durante la ritirata di alcuni feriti in un attacco a Mariupol, due convogli sono stati distrutti dall’esercito russo. In uno di questi c’era forse anche Ivan, insieme col 4° Reggimento. Stiamo provando a capire se ci sono sopravvissuti. Vi informeremo attraverso le due pagine Instagram e Facebook che Ivan ci ha lasciato a gestire”.

Le rassicurazioni del padre

A dare ulteriori notizie è stato il padre di Luca, che intervistato dalla Repubblica ha voluto rassicurare amici e parenti: "Ivan è vivo, è in ospedale, ferito, ma è vivo", queste le parole del padre al quotidiano nazionale. Ivan aveva giocato come portiere nella Pro Patria e nel Legnano per poi traferirsi a giocare in Cile, prima di partire per l'Ucraina.

La mamma fu rapita

Alessandra Sgarella fu sequestrata a Milano l’11 dicembre del 1997 e liberata a Locri nove mesi dopo, il 4 settembre del 1998. Del sequestro di Alessandra Sgarella si è parlato a lungo, tra le polemiche, perchè la famiglia e gli investigatori hanno sempre negato che per il rilascio dell’imprenditrice sia stato pagato un riscatto. In realtà, il sospetto che la liberazione della Sgarella non sia stata a titolo gratuito, malgrado il blocco dei beni della famiglia, è sempre stato più che fondato. E l’ipotesi è che il pagamento sia avvenuto, proprio per aggirare il blocco dei beni, attraverso un’operazione bancaria estero su estero. Alessandra Sgarella è morta il 27 agosto del 2011

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