CAPIENZA DIMEZZATA

L’odissea trasporti al tempo del Covid: «Autisti costretti a scegliere i passeggeri»

Testimone del disagio quotidiano, Santa Meli, vedova della Strage di Linate, che ogni mattina parte da Bollate in direzione di Milano per fare beneficenza

L’odissea trasporti al tempo del Covid: «Autisti costretti a scegliere i passeggeri»
Cronaca Bollatese, 20 Febbraio 2021 ore 10:30

Trasporti, l’odissea al tempo del Covid: «Autisti costretti a scegliere i passeggeri».

Giornate complesse sul fronte trasporti

Sono drammatiche le conseguenze della pandemia sul fronte del trasporto pubblico. Ormai è più che un rischio: gli autisti dei bus, in particolare quelli della linea 566 – siamo nel Bollatese -, sono infatti costretti da giorni a classificare i cittadini in base alle esigenze della loro quotidianità.

Questione disuguaglianza

Un classificare che rischia davvero di tramutarsi in disuguaglianza sociale. Perchè un conto è dire che chi deve andare a lavorare debba avere la priorità, un altro è nascondere dietro questa semplice constatazione la mancanza di un piano trasporti adeguato alla situazione attuale. Una disuguaglianza che comunque esiste e si scontra, per esempio, con alcune fattispecie, tra cui la visita di una persona che va a fare una visita, compere o beneficenza, che vengono classificate, giocoforza, come meno importanti.

Una delle più penalizzate

Testimone di tutto questo è Santa Meli, conosciuta come vedova della Strage di Linate, che ogni mattina si sveglia prima delle luci dell’alba per fare del bene al prossimo a Milano. Una delle persone più penalizzate:

«Pago oltre mille euro di abbonamento mezzi e questo è il trattamento? Io ho necessità di raggiungere Milano e, da fruitore del servizio, non posso tollerare che manchi un piano per il trasporto all’altezza. Non si può avere come alibi quello del Coronavirus e sfruttarlo a convenienza riducendo le corse».

Particolari disagi sulla 566 ma non solo

Sulla linea 566, nello specifico, gli autisti sono spesso chiamati a scegliere chi far salire sul bus e chi lasciare giù. Ma non è tutto: «L’autista è pagato per fare l’autista non il controllore. Pullman deve essere al 50%, la gente si ammassa. I nostri soldi a chi li diamo? Chi non paga vive di assistenzialismo», chiosa Meli.

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