l'appello

L’odissea di Mabel: acquista uno scooter dopo essere sopravvissuta a un tumore ma glielo rubano

Le è stato sottratto il 5 ottobre scorso alla stazione di Bollate Nord

L’odissea di Mabel: acquista uno scooter dopo essere sopravvissuta a un tumore ma glielo rubano
Bollatese, 31 Ottobre 2020 ore 18:24

Non trova sbocchi per ora il caso della giovane Mabel Silvestri, 28 anni. Il mezzo acquistato dopo essere sopravvissuta a un tumore le è stato rubato e, nonostante il Gps lo indicasse a poca distanza dalla sua casa, non è stato recuperato.

L’odissea di Mabel per ritrovare il suo scooter

«La mia conquista dopo il cancro», l’odissea di Mabel per ritrovare il suo scooter. Non si dà pace Mabel Silvestri, 28 anni, cittadina senaghese alla quale l’anno scorso è stato diagnosticato un carcinoma all’intestino. Una malattia inspiegabile, se si considera la sua età, anche perchè priva di fondamenta genetiche. Malattia a seguito della quale ora spiega di stare meglio, mentre proseguono senza sosta le ricerche, sempre da parte sua, per andare sulle tracce dello scooter che le è stato sottratto il 5 ottobre scorso alla stazione di Bollate Nord e che purtroppo si troverebbe ancora sotto scacco dei malviventi. «Non è questione di soldi, ma di sentimenti. Ho davvero lottato per averlo. Ho lavorato e, appena ho potuto, l’ho acquistato. Tutto questo al culmine di un tumore che mi ha colpita l’anno scorso, a soli 27 anni». Ma adesso «ne ho 28 e sto bene». E lo scooter «era la mia conquista in tutti i sensi. Un semplice mezzo di trasporto per gli altri, un oggetto di estrema importanza sentimentale per me».
Ora come ora Mabel chiede giustizia, batte i pugni sul tavolo affinchè la verità venga a galla e il mezzo torni tra le sue mani. Un’impresa ardua ma ancora possibile. Oltre venti giorni senza il suo mezzo del riscatto: «L’ho comprato a gennaio, quando ero in chemioterapia e quindi non potevo usarlo – racconta – Poi, finalmente, ho avuto del tempo per utilizzarlo. Ma il filo si è interrotto quando i ladri hanno messo a segno questo duro colpo». Da lì è partito un incubo, condito indubbiamente dalla disillusione della giovane. Incubo che ha avuto origine in questo modo: «Il 5 ottobre scorso ho subito il furto del mio motorino. E’ accaduto nella stazione di Bollate Nord. A quel punto ho chiamato immediatamente Carabinieri, convinta del fatto che il Gps installato sul mio motorino seguisse ogni tipo di spostamento. Lo scooter si trovava dietro casa, ma nessuno poteva intervenire per ritrovarlo per via della mancanza di autorizzazioni. La Procura, in altre parole, non ha concesso semaforo verde ai militari per intervenire negli spazi di un privato». Il giorno dopo, il 6 ottobre, di male in peggio, con lo scooter «che è stato spostato in un’altra zona». Ancora un paio di giorni di indagini, poi il nulla. Una parentesi buia, una vera e propria odissea, quella che ancora sta vivendo Mabel sulla sua pelle. Lei vorrebbe in tutti i modi che il suo scooter tornasse tra le sue mani. Ma, dice, «mi sono già arresa di fronte al fatto». Infine la stessa è rassegnata pure per altri motivi. «Non credo di essere né la prima né l’ultima vittima di una vicenda simile. La domanda che tuttavia mi pongo è: a cosa mi è servito installare e pagare un impianto Gps senza poter riscattare il mio scooter?», trae così le sue conclusioni la vittima del furto in attesa, forse, di conoscere gli sviluppi del caso. Intanto, per quel che si può fare, torna utile la descrizione. Si tratta di uno scooter Yamaha, di colore rosso e modello «N-max».

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