Il caso

L’Arconatese lascia il campo sportivo: botta e risposta con l’Amministrazione

Il Gs Arconatese lascia il campo sportivo di via delle Vittorie e scoppia la polemica politica tra Amministrazione, società e pure l'ex sindaco Mantovani.

L’Arconatese lascia il campo sportivo: botta e risposta con l’Amministrazione
Legnano e Altomilanese, 27 Luglio 2020 ore 09:30

L’Arconatese calcio lascia il campo sportivo di via delle Vittorie ad Arconate e parte la polemica tra la società e l’Amministrazione comunale.

L’Arconatese lascia il campo sportivo: l’annuncio

A dare l’annuncio è il presidente del GSA Alfonso Sannino: ” Vi comunico l’intenzione di trasferisci dalla sede storica di via delle Vittorie a una sede che verrà comunicata al pubblico a breve -ha sottolineato – Siamo costretti ad andare via per motivi economici, legati alla nuova proposta di gestione per quanto riguarda la prossima stagione sportiva da parte dell’Amministrazione Calloni. Il Comune, invece di un bando di gara per gestire per almeno 15 anni il campo, ha pensato, dice per motivi legato al Covid, a una proroga di un anno con l’annullamento dei contributi pari a 42mila euro annui. Qiesta decisione ci crea seri problemi economici. Dopo 100 anni di storia anche il settore giovanile lascerà Arconate”.

La controrisposta dell’Amministrazione

“Apprendiamo che il Gs Arconatese lascerà il campo sportivo di via delle Vittorie – ha replicato l’Amministrazione comunale – Prendiamo atto della notizia con dispiacere ma con assoluta serenità, in quanto proprio settimana scorsa la Giunta comunale aveva dimostrato di avere a cuore i giovani calciatori, decidendo di affidare gratuitamente all’associazione sportiva la gestione dello stadio per un altro anno. L’Amministrazione non caccia nessuno, ma ha deciso di far rispettare la legge e di abolire i privilegi. Fino ad oggi, infatti, il Gsa ha ricevuto ogni anno dal Comune 40.000 euro: 12.000 sotto forma di contributo e 30.000 tramite il pagamento delle utenze dell’impianto sportivo (acqua, luce, gas). Considerato che l’associazione conta 107 iscritti, di cui 25 residenti ad Arconate, parliamo di un contributo pari a 1.481,48 euro per ogni giovane calciatore arconatese. Una generosità certamente spropositata, in quanto in nessun altro paese della zona si sono mai stanziati così tanti soldi per una squadra di calcio. Anzi, dovrebbe essere il contrario, in quanto sarebbe la stessa associazione calcistica a dover pagare il Comune per l’utilizzo del campo”.

“Il calcio ha goduto 1,5 milioni di contributi comunali in 40 anni”

“E mentre il calcio, in 40 anni, ha goduto di oltre 1,5 milioni di euro di sovvenzioni del Comune, le altre associazioni sportive, con i loro 613 iscritti, non hanno mai potuto beneficiare di contributi diretti da parte dell’Amministrazione – hanno continuato dal Comune – Una situazione del tutto anomala e, peggio, illegittima e illegale, poiché le ultime modifiche alle leggi in materia vietano espressamente al Comune di pagare le bollette ai gruppi sportivi che gestiscono direttamente gli impianti. In più, a fronte degli ingenti contributi economici ricevuti dal Gsa, mai l’associazione ha messo in campo interventi – anche minimi – finalizzati al miglioramento delle strutture. Anzi, il Gsa ha persino realizzato costruzioni e manufatti abusivi, come il bar posto all’interno dell’impianto sportivo, del quale non si sono mai conosciuti introiti e che ora il Comune si trova costretto a sanare- Nonostante questo, il sindaco, Sergio Calloni e il consigliere delegato allo Sport, Silvia Fontana, hanno trattato per oltre 6 mesi con il Gsa. Non solo la giunta ha deliberato di affidare gratuitamente all’associazione la gestione dell’impianto di via delle Vittorie, senza nemmeno chiedere un canone d’affitto, come invece avviene in altri Comuni. Di più: consapevoli delle difficoltà, è stato persino confermato il contributo economico a sostegno delle attività del gruppo sportivo, proprio per tutelare i calciatori in erba delle giovanili”.

“Il tempo dei privilegi è finito”

“Ma tutto questo non è bastato e il Gs Arconatese ha deciso di andarsene, sbattendo le porte in faccia al Comune che invece, in questi mesi, ha dimostrato ampia collaborazione e disponibilità – hanno sottolineato dall’Amministrazione – Una scelta pianificata a tavolino da diversi mesi e dettata da evidenti ragioni politiche, in quanto da nessuna parte il gruppo sportivo spunterà condizioni d’ingaggio migliori a fronte delle leggi attuali. Una scelta faziosa, dunque, presa da un’associazione che non ha mai perso occasione per attaccare un’Amministrazione comunale a lei non gradita, senza mai farne mistero. Ma il tempo dei privilegi e dei trattamenti di favore è finito. L’Amministrazione, infatti, è chiamata a far rispettare le regole e a gestire in maniera oculata i soldi pubblici. Per tali ragioni non si ritiene più tollerabile che si eroghino soldi a pioggia a favore di una squadra di calcio, mentre le altre associazioni si devono accontentare delle briciole. Non si ritiene più accettabile che i denari stanziati per pochi vadano a discapito dei molti. Chi condivide questi principi di uguaglianza e di correttezza sarà sempre il benvenuto e avrà sempre la strada spianata. Chi invece non accetta questi valori fondamentali può legittimamente sentirsi libero di percorrere altre strade e di navigare per altri lidi. Perché tutelare lo sport significa fare gli interessi non solo del mondo del pallone, ma anche di tutte le altre centinaia e centinaia di atleti che hanno uguale importanza e dignità”.

In campo anche Mario Mantovani

A stretto giro di boa è arrivata anche la posizione di Mario Mantovani, presidente onorario del GSA e che prende le sue difese. “Provo un senso di vergogna nel leggere i comunicati di questa amministrazione che grondano di astio, rancore e meschinità – ha detto – Colpire un’associazione sportiva dilettantistica come il GSA che da 100 anni si pone gratuitamente al servizio di giovani è semplicemente indegno di una comunità civile.  Soprattutto in un tempo in cui i rischi ed i pericoli insani che si prospettano per la gioventù di oggi sono elevati e preoccupanti. Non vi è più oggi in paese un riferimento vero e sicuro per i nostri ragazzi che si accrocchiano nei luoghi più bui delle strade o nei boschetti lungo il canale.E cosa fa questa cinica Amministrazione comunale in nome di un senso di becera giustizia rispetto ad altre associazioni sportive? Carica sulle famiglie di questi ragazzi i costi di gestione dell’impianto sportivo più costoso del paese, colpendo lo sport più diffuso, il calcio. Senza tenere in nessun conto che anche le famiglie di questi sportivi pagano regolarmente imu, tari, acquedotto, depurazione acque e ogni altro balzello e imposta che questo comune impone”.

“Un’Amministrazione che non crede nei giovani è destinata a fallire”

“Ritengo la scelta priva del più elementare buonsenso e temo che ora tutti i costi per acqua, luce, gas, riscaldamento, pulizia, manutenzioni varie e affitti delle palestre e altri impianti sportivi di Arconate siano caricati sulle famiglie degli altri 600 piccoli arconatesi che oggi le utilizzano gratuitamente – ha continuato Mantovani – Un’Amministrazione che non crede nei suoi giovani è destinata a fallire amaramente rappresentando un pericolo per il futuro della comunità e mi chiedo come possano i consiglieri comunali ed i cittadini accettare inermi simili angherie. Spero vivamente che si possa ritrovare un punto d’incontro al fine di evitare che ai nostri giovani vengano servite solo pinte di birra traboccanti di odio e viltà”.

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