Cronaca

La truffa delle farmacie coinvolge anche Lainate

La truffa delle farmacie coinvolge anche Lainate
Cronaca Rhodense, 25 Gennaio 2019 ore 09:26

Farmaci acquistati con lo sconto riservato agli ospedali, ma rivenduti poi al pubblico

Due i gruppi criminali

Due gruppi criminali. Farmaci sottratti dalle scorte di una ditta di Carpiano. E altri acquistati con lo sconto riservato agli ospedali (fino all’80 per cento), ma rivenduti poi al pubblico, con un guadagno illecito che arrivava a 5 milioni di euro l’anno. Il primo gruppo aveva come protagonista l’impiegata di una azienda di Carpiano alterava documenti e contabilità: per far sembrare che i farmaci fossero usciti dal magazzino per una vendita. Invece il suo complice magazziniere trafugava le confezioni e le girava a un distributore che, con altra documentazione contraffatta, piazzava le medicine.

Il secondo gruppo criminale

Il secondo gruppo aveva messo su un sistema più complesso e raffinato, su un triangolo che tocca Ercolano, Gorgonzola e Lainate. Attraverso farmacie e piccole aziende di ingrosso, si procuravano da grandi produttori medicine per ospedali, dunque con un massiccio sconto sul prezzo; poi sostituivano le etichette regolari con altre falsificate  rivendevano tutto attraverso un distributore come se si trattasse di farmaci destinati al pubblico, a un prezzo molto più alto.

Undici le persone arrestate

Sono in tutto 11 le persone arrestate giovedì dai carabinieri del Comando dei Nas di Milano che dall’ottobre del 2017  hanno seguito i movimenti di questi due gruppi. Le indagini, coordinate dal pm David Monti, dimostrano che in particolare il sistema del secondo gruppo  quello che coinvolge anche Lainate aveva un’organizzazione molto radicata, dai falsari ai distributori. Un vasto mercato nero parallelo, e non una semplice banda di ladri e truffatori. Spiega il maggiore dei Nas Salvatore Pignatelli: "Questa organizzazione realizzava guadagni che arrivavano fino al 50 per cento sul prezzo originale dei farmaci, per un giro di affari che si attestava intono ai 5 milioni di euro l’anno"

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