La scuola media Rancilio di Parabiago ricorda la Shoah

Gli alunni della scuola media Rancilio di Villastanza in campo per non dimenticare gli orrori della Shoah nel Giorno della Memoria.

La scuola media Rancilio di Parabiago ricorda la Shoah
Legnano e Altomilanese, 30 Gennaio 2020 ore 12:24

Gli alunni della scuola media Rancilio di Villastanza di Parabiago hanno voluto ricordare la Shoah in occasione della Giornata della Memoria.

La scuola media in campo per non dimenticare

La campanella suona e si entra in silenzio lunedì 27 gennaio 2020. Un silenzio carico di note e di emozioni per ricordare quanti hanno perso la vita in uno dei momenti più dolorosi della storia in cui l’uomo ha mostrato tutta la sua disumanità. Così gli studenti della media Rancilio di Villastanza, frazione di Parabiago, hanno voluto ricordare la Shoah, dando voce a quel silenzio che, intervallato poi da musiche yiddish e rom, li ha accompagnati in classe per la visione del film “Corri ragazzo corri”.

Spazio alle riflessioni degli alunni

Da quel silenzio sono emerse poi le loro riflessioni, le loro emozioni, i loro pensieri condivisi insieme, 360 alunni delle scuole primarie e medie, in un minuto di assoluto silenzio da cui è poi scaturito un urlo, un messaggio di speranza: la speranza che ognuno possa godere della propria libertà; che ognuno abbia la possibilità di essere fiero di quello che è senza paura di essere discriminato per religione, etnia, sesso ecc: questo per il solo fatto che ciascuno di noi è unico e, in questa unicità, sta la sua grandezza.

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L'omaggio degli studenti alle vittime

L’Istituto Comprensivo via IV Novembre ha voluto, così, sensibilizzare, nell’ambito del progetto Ricorrenze, le giovani generazioni, rendendo sempre vivo il ricordo e tributando il doveroso omaggio a tutte le vittime degli
stermini e delle persecuzioni. Affermano dall'Istituto: "Abbiamo voluto, altresì, permettere agli alunni di sviluppare la propria libertà di pensiero per riflettere su come un uomo possa svilire un altro essere umano perché, come
affermava Giorgio Perlasca, sarebbe auspicabile che i giovani si interessassero a queste storie unicamente
per pensare, oltre a quello che è successo, a quello che potrebbe succedere e sapere opporsi, eventualmente, a violenze del genere".

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