Cerro Maggiore

“La mia auto è sotto sequestro a Salerno e non posso usarla: ma è un errore”

L'incredibile storia raccontata da Simone Gianazza, medico residente in paese

“La mia auto è sotto sequestro a Salerno e non posso usarla: ma è un errore”
Legnano e Altomilanese, 22 Novembre 2020 ore 20:09

“La mia auto è sotto sequestro a Salerno e non posso usarla: ma è un errore”: l’incredibile storia del medico di Cerro Maggiore Simone Gianazza.

“La mia auto è sotto sequestro a Salerno e non posso usarla: ma è un errore”

“Ho scoperto per puro caso che la mia auto è sotto sequestro. Non posso usarla, nessuno sa il motivo di questo provvedimento. Se qualcuno può aiutarmi si faccia avanti!”.
A raccontare questa incredibile storia è Simone Gianazza, 28enne, medico di Cerro Maggiore. A ottobre era impegnato nell’iter per il pagamento del bollo della sua vettura (una Volvo V70 appartenuta al padre Filippo, persona molto conosciuta in paese per il suo impegno nel mondo del Palio e venuta a mancare a marzo a causa del Covid) quando, all’improvviso, sono emersi dei problemi. E poi l’incredibile notizia: “Il bollo non mi arrivava così ho iniziato a chiedere informazioni all’Infobollo Lombardia e la risposta che ho avuto è stata sconcertante: “Ovvio che non può averlo, la auto è sotto sequestro – racconta Gianazza – In un primo momento ho pensato si trattasse di uno scherzo. Ma era tutto vero: mi hanno spiegato che l’auto era sotto sequestro, ipotizzano per un errore di trascrizione del Tribunale di Napoli dal 4 marzo. Vi è stata una rettifica d’ufficio il 18 di marzo ma, a oggi, tutto è ancora bloccato e l’auto risulta ancora sotto sequestro. Tutto questo è ovviamente assurdo: perchè ho scoperto di questa cosa per caso e perchè finora non ho mai ricevuto nessuna notifica nè raccomandata!”.
L’auto in questione, la Volvo appunto, apparteneva al padre ed è diventata di Simone ad aprile col passaggio di proprietà. “Non mi sono dato per vinto, così ho chiamato la Regione per chiedere spiegazioni – prosegue Simone – La risposta è stata che vi era una sentenza passata in giudicato e che quindi la mia auto era bloccata. Il problema è che non si sa il motivo: a cosa è dovuto questo sequestro nessuno me lo dice. Forse un caso di targhe clonate? Non si sa nulla”.
Poi anche un episodio decisamente spiacevole: “Mi sono messo in contatto l’Aci ma mi sono sentito deriso – prosegue il cerrese – Mi hanno infatti risposto: ‘Non è che suo padre è andato a Napoli per i fatti suoi?’- Al che ho spiegato, non senza difficoltà, che mio papà era ricoverato dall’8 gennaio e non era certo andato a Napoli a farsi i fatti suoi”.
Gianazza prosegue: “Sono 8 mesi che uso questa auto e non oso immaginare i problemi che avrei potuto avere nel caso fossi stato fermato per strada, anche durante il lockdown, dalle forze dell’ordine. L’auto era sotto sequestro ma noi ne ne sapevamo niente. Ma vi pare normale questa cosa? Tra l’altro ora non posso neanche ritirare l’auto nuova in quanto l’usato da dare dentro è questa vettura che apparteneva a mio padre”.
E ancora: “Ho fatto tantissime telefonate, alla fine mi è stato detto che è compito mio mettere in contatto gli uffici di Salerno che hanno registrato la sentenza col Pra. Ma stiamo scherzando? Di questa situazione io sono vittima, questa cosa non spetta a me farla. Tra l’altro ne io, nè mio padre nè mia madre siamo mai stati a Napoli”.
E ora? “Sto usando un’altra auto e mia madre deve usare quella di mia zia – prosegue il cerrese – E’ una situazione che ha del ridicolo. Il fatto che il mezzo fosse sotto sequestro doveva già venire fuori inizio aprile quando ho fatto il passaggio di proprietà, invece nulla. Ora, non solo ho rischiato di rimanere a piedi nel caso fossi stato fermato nei mesi scorsi (faccio 50 chilometri al giorno per andare al lavoro) ma ora non posso più usare la mia auto. E anche la rettifica d’ufficio del 18 marzo non si sa a cosa si riferisce”.
Da qui l’appello: “Spero di riuscire a trovare una soluzione a questa situazione. Sinceramente, non so come fare, a chi appellarmi – conclude Gianazza – Ho contattato un legale. Nel frattempo, se per caso qualcuno si fosse trovato in una situazione come la mia mi contatti e mi dica che passi fare”.

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