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La Lav salva un coniglio da un allevamento casalingo FOTO

“Ora è presso una famiglia in giardino”

La Lav salva un coniglio da un allevamento casalingo FOTO
Cronaca Bollatese, 25 Maggio 2020 ore 13:21

I volontari della Lav salvano un coniglio costretto a vivere in una gabbia al buio in attesa del mattatoio: “Ora è presso una famiglia in giardino”.

La Lav salva un coniglio da un allevamento casalingo a Garbagnate

I volontari della Lav, Lega Antivivisezione, hanno salvato un coniglio costretto a vivere in gabbia in un allevamento casalingo a Garbagnate Milanese, ed il cui destino era quello di essere macellato e finire su qualche tavola. Come spiega la nota dell'associazione: “Adesso è presso una famiglia che lo terrà in giardino, senza più vivere in gabbia, vedrà la luce, visto che era tenuto al buio, e potrà camminare su un prato”.

La Lav ricorda che negli allevamenti intensivi “la vita di questi animali “ da carne” è terribile. Vivono sempre in piccole gabbie, senza spazio e in condizioni igieniche precarie, tra pelo, sporcizia e mosche, con fattrici inseminate artificialmente durante tutta la durata della loro vita, con i piccoli precocemente separati dalla madre, dove la diffusione delle malattie è consuetudine, dove il viaggio verso il macello, di conigli sani e malati, aggiunge sofferenze alla breve vita di questi animali. Il 27% dei conigli muoiono prima di raggiungere l’età di abbattimento per malattie. A 11/12 settimane vengono prelevati dalle gabbie, posizionati in contenitori di plastica, caricati su un camion e trasportati verso il macello. Questo particolare momento è altamente stressante e angoscioso per gli animali. Arrivati al mattatoio, nei lunghi istanti prima di morire, vedranno macellare i loro simili. L’uccisione avviene tagliando la gola con un piccolo coltello dopo aver stordito l’animale per elettronarcosi (scariche elettriche in testa.) Una carne piena di sofferenze e con molti antibiotici che rimangono nelle carni degli animali. Sempre più persone decidono di non portare in tavola la sofferenza, scegliendo un’alimentazione senza prodotti animali”.

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