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Marcallo

La Cassazione conferma la condanna per Costantino

Ora è ufficiale: la «longa manus» della ’Ndrangheta inquinò le elezioni del 2010 in Regione Lombardia.

La Cassazione conferma la condanna per Costantino
Cronaca Magenta e Abbiategrasso, 13 Marzo 2021 ore 08:35

Ora è ufficiale: la «longa manus» della ’Ndrangheta inquinò le elezioni del 2010 in Regione Lombardia.
A certificarlo è stata, martedì in tarda serata, la prima sezione penale (presidente Adriano Iasillo, relatore Alessandro Centonze) della Corte di Cassazione, che ha reso definitiva la condanna a 7 anni e mezzo per voto di scambio politico-mafioso, corruzione aggravata e concorso esterno in associazione mafiosa per l’ex assessore Pdl alla Casa della Giunta Formigoni Domenico Zambetti, che alle Regionali di dodici anni fa comprò dalle cosche un pacchetto da 4mila preferenze a 50 euro a voto.

La Cassazione conferma la condanna per Costantino

L’intermediario per quella compravendita fu Eugenio Costantino, 59enne cosentino di casa a Marcallo con Casone, ritenuto dall’accusa un «intermediario» dei clan di Africo (Rc) insieme al già condannato Pino D’Agostino, nonché referente della ’ndrina Di Grillo-Mancuso con base a Limbadi (Vv) e distaccamento a Cuggiono. Per Costantino, ex imprenditore nel settore dei Compro Oro, la Corte ha confermato in via definitiva la condanna a 4 anni e 4 mesi di reclusione in continuazione con una precedente pena (già passata in giudicato) di 11 anni, un mese e 10 giorni per sequestro di persona a scopo estorsivo ai danni di un venditore di diamanti falsi che lo aveva truffato a Cornaredo. Stando al ricalcolo degli ermellini, la pena definitiva è di 15 anni e 5 mesi di reclusione.

Fu lui l’ambasciatore alla corte di Zambetti

Finito in carcere con altre 19 persone nell’inchiesta «Grillo Parlante» della Dda di Milano nell’ottobre 2012, il marcallese Costantino è sempre stato definito dalle difese dei coimputati un «millantatore» con disturbi della personalità accertati anche dai medici; mentre per l’accusa fu lui l’«ambasciatore» dei clan alla corte di Mimmo Zambetti, come testimoniano anche alcune telefonate in atti in cui i boss ricordano all’ex assessore alla Casa gli impegni presi e i debiti da saldare. Costantino, in un’intercettazione, dice che grazie ai voti da lui procacciati «Zambetti ce l’abbiamo in pugno» e che quest’ultimo è spaventato dalle minacce: «Hai visto quel pisciaturu come ha pagato eh?».

Condanne definitive anche per Crespi e Simonte

Nonostante il pg Giovanni Di Leo avesse chiesto l’annullamento con rinvio in Appello per tutti, con il verdetto della Suprema Corte diventano definitive anche le condanne a 6 anni per il documentarista Ambrogio Crespi – fratello di Luigi, ex sondaggista di Berlusconi – e a 8 anni per Ciro Simonte. I coimputati, in solido tra loro, dovranno infine risarcire 500mila euro a Regione Lombardia, 200mila al Comune di Milano e 350mila all’istituto delle case popolari Aler.

 

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