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San Vittore Olona

"Il vaccino anti-Covid è stato il mio regalo di Natale: fatelo tutti"

Il racconto di Chiara Bossi, infermiera nel reparto Rianimazione Covid dell’ospedale Sacco di Milano e tra le prime in Italia ad aver ricevuto la prima dose del BioNTech-Pfizer: "E' l'unico modo per uscire dalla pandemia. I negazionisti? Li porterei a vedere le sofferenze dei malati di Covid"

"Il vaccino anti-Covid è stato il mio regalo di Natale: fatelo tutti"
Cronaca Legnano e Altomilanese, 15 Gennaio 2021 ore 14:10

"Il vaccino anti-Covid è stato il mio regalo di Natale": Chiara Bossi, infermiera di San Vittore Olona, racconta la sua esperienza e invita tutti a sottoporsi alla vaccinazione per battere il virus.

"Il vaccino anti-Covid è stato il mio regalo di Natale"

"Il vaccino anti-Covid è stato il mio regalo di Natale. Dopo averlo fatto mi sentivo bene: avevo fatto il mio dovere. Cosa direi alla gente? Di farlo, perchè è l’unico modo per uscire dalla pandemia".
A parlare è Chiara Bossi, 37 anni, infermiera sanvittorese che lavora nel reparto Rianimazione Covid dell’ospedale Sacco di Milano. Ha vissuto in prima linea la prima e seconda ondata, ogni giorno è alle prese con pazienti (anche giovani) intubati. Ha visto come il Covid uccide, a tutte le età, "una malattia che uccide e uccide male" ci tiene a ricordare. Il 29 dicembre 2020 ha ricevuto il vaccino della BioNTech-Pfizer: è stata una delle prime operatrici sanitarie in Italia. "Da sempre speravo di fare il vaccino, sapevo che ci si sarebbe messi al lavoro da subito per ottenerlo - spiega Bossi - Ho fatto la pre-adesione, poi l’incontro dove ci hanno spiegato di cosa si
trattava. Il 29 mi sono vaccinata. Il 19 gennaio farò la seconda dose".
Come è stato il momento della vaccinazione? "Un po’ di ansia c’era, come per tutte le vaccinazioni - racconta Bossi - Siamo di fronte a un virus nuovo, ero una delle prime a ricevere il vaccino. Ma è stato il mio regalo di Natale: non è arrivato il 25 ma il 29, ma va bene lo stesso. Lo volevo! Appena finito mi sono sentita come quando esci dalla cabina elettorale: senti che hai fatto il tuo dovere. A parte il dolore al braccio nella notte, come col vaccino antinfluenzale, non ho avvertito nessun altro sintomo. Non bisogna avere paura: le reazioni allergiche le puoi curare in quel momento mentre di Covid si muore. Non è vero che il vaccino non è sicuro: da luglio 2020 sono stati studiati 40mila individui, l’Fda americano ha pubblicato tutti gli studi necessario. E’ vero che è stato studiato meno degli altri ma la situazione d’emergenza è degenerata ed è l’unica via d’uscita. Dobbiamo fidarci della scienza".
Chiaro il messaggio ai negazionisti e indecisi: "Il Covid non esiste? Porterei chi lo dice a passare metà giornata con noi, una intera non riuscirebbe - prosegue Bossi - In Rianimazione il malato Covid va pronato ogni 16 ore, farei loro vedere come soffrono, diventano delle larve. Non è una polmonite: è un virus che prende anche i reni oltre che neurologicamente. Della scienza occorre fidarsi: io di idraulica non so nulla e quindi non parlo. Fare il vaccino è l’unico modo che può farci tornare alla normalità. Purtroppo la maggior parte della gente non è stata capace e non ha voluto mettere la mascherina correttamente, fare distanziamento e rinunciare a qualcosa. Il vaccino è l’unica possibilità: facciamolo tutti. E aggiungo: istituire il Passaporto sanitario: se non ha fatto il vaccino, niente università, crociere, ecc".
E ricorda: "Ho vissuto la prima ondata: era una cosa nuova, c’era tanta adrenalina. Con la seconda ondata c’è tanta desolazione e molti pazienti giovani. Questo virus uccide, e uccide male. Ci salva
l’essere un gruppo, come una famiglia e i grazie delle famiglie di chi riusciamo a salvare".

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