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Sedriano

Il sindaco vuole spostare i vigili alla Roveda

Il Comune parteciperà al bando regionale per il recupero dell’immobile di via Buonarroti.

Il sindaco vuole spostare i vigili alla Roveda
Cronaca Magenta e Abbiategrasso, 20 Marzo 2021 ore 17:33

Il sindaco Angelo Cipriani vuole spostare il Comando della Polizia Locale alla Roveda. L’Amministrazione comunale di Sedriano ha infatti deciso di partecipare al bando regionale che prevede l’assegnazione di fondi fino a 500.000 euro per il recupero di immobili comunali. Il progetto che ha in cantiere la Giunta Cipriani è la riqualificazione dell’edificio in via Buonarroti 2.

Il sindaco vuole spostare i vigili alla Roveda

«Proviamo a cogliere questa opportunità per accogliere la richiesta della nostra Polizia Locale di lavorare in un ambiente idoneo all’attività svolta – ha dichiarato Cipriani – L’attuale immobile di via Fagnani non ha le caratteristiche neanche minimali per poter essere considerato un Comando di Polizia. Non fu altro che la solita trovata propagandistica autocelebrativa con tanto di banda musicale e tappeto rosso. Questa soluzione, secondo noi, è l’occasione per riqualificare l’immobile di via Buonarroti e dare un’ulteriore segno di attenzione alla Roveda».

Il Pd non condivide

«La frenesia di Cipriani di fare scelte a mandato scaduto, nella speranza di far vedere che qualcosa è stato fatto, rivela ancora una volta l’inadeguatezza di questa Amministrazione – ha affermato il capogruppo Giuseppe Pisano – Scelte quali la destinazione della sede delle Polizia Locale alla Roveda vanno ponderate, condivise con i cittadini. Non possono essere imposte da un’Amministrazione ormai agli ultimi giorni di permanenza alla guida del paese».

L’immobile è abbandonato da tempo

L’immobile di via Buonarroti, che per anni ha fornito servizi ai cittadini di Sedriano e Roveda, è attualmente chiuso e inutilizzato, con conseguenti danni al fabbricato e alla vegetazione del parco. «Il fabbricato è stato completamente ricoperto da piante rampicanti che, salendo lungo le pareti hanno occupato gran parte del tetto – ha sottolineato Pisano – Intorno al fabbricato si è formato un inaccessibile bosco di erbacce e rampicanti. L’acqua sul tetto, non potendo scorrete liberamente a causa delle radici delle piante, si è infiltrata nei locali sottostanti con effetti devastanti sulla struttura».

 

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