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Il “Lager” della struttura socio-sanitaria di Settimo: maltrattamenti e violenze. Due arresti

Le indagini sono state avviate grazie alla segnalazione della direzione della comunità

Il “Lager” della struttura socio-sanitaria di Settimo: maltrattamenti e violenze. Due arresti
Cronaca Rhodense, 29 Aprile 2020 ore 09:37

Questa mattina, mercoledì 29 aprile, i Carabinieri del Comando Stazione di Settimo Milanese, all’esito di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano, Alessandra Di Fazio, nei confronti di due operatori sanitari ed assistenziali, entrambi italiani classe '72 e '91, ritenuti responsabili di maltrattamenti, con l’aggravante di aver commesso il fatto in danno di persone ricoverate presso la struttura socio – sanitarie Santa Caterina gestita dalla  Fondazione Istituto Sacra Famiglia Onlus.

Il “Lager” della struttura socio-sanitaria di Settimo

Le indagini sono partite grazie ad denuncia formalizzata nel mese di febbraio dai responsabili della struttura di Settimo Milanese destinata alla riabilitazione e assistenza di minori, adulti e anziani affetti da patologie psicomotorie. Le accuse di maltrattamento nei confronti di due operatori sanitari ed assistenziali, entrambi italiani, classe '72 e '91 e residenti a Settimo Milanese e Bollate, sono state accertate attraverso le intercettazioni ambientali e la visione di telecamere occulte installate all’interno di alcune stanze della residenza, ed hanno consentito di accertare reiterate condotte violente e lesive della dignità personale, dal mese di gennaio 2020 nei confronti di un uomo ed una donna, di 46 e 38 anni, affetti da autismo infantile e grave ritardo mentale. I due operatori sanitari ed assistenziali, espletate le formalità di rito, saranno sottoposti in regime degli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

Le aggressioni

Le aggressioni, in particolare, si concretizzavano con percosse al viso e al torace dopo l'immobilizzazione degli arti e umilianti ingiurie e riprovevoli intimidazioni (“sei una rincoglionita”, “mettiti a dormire rompipalle”, “ti spacco la faccia”).

Il Pubblico Ministero Bordieri ha evidenziato la particolare efferatezza delle azioni criminose, idonee a tramutare la struttura sanitaria in un vero e proprio “Lager”.

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