truffe agli anziani

Il capitano sale sul pulpito e predica agli anziani contro le truffe

Il capitano sale sul pulpito e predica agli anziani contro le truffe
Cronaca Rhodense, 19 Febbraio 2020 ore 17:07

Il capitano dei Carabinieri di Rho Simone Musella alla messa del mattino a San Paolo

Il capitano è salito sul pulpito al termine della Messa

E' entrato in chiesa e si è seduto nei banchi della prima fila poi, dopo la Messa è salito sul pulpito e ha tenuto una lezione alle persone della terza età presenti nella parrocchia di San Paolo su come evitare le truffe. Singolare e apprezzata iniziativa del capitano dei Carabinieri della Compagnia di Rho Simone Musella che nella mattinata di oggi, mercoledì 19 febbraio si è recato nella chiesa di via Castellazzo per parlare ai fedeli.

Non aprire la porta agli sconosciuti

Contro le truffe il miglior consiglio di sempre è non aprire la porta agli sconosciuti e, soprattutto, non farli entrare in casa. Anche se sono di bell’aspetto e molto gentili, facendo leva proprio sulla bontà di chi sta di fronte che è pronto a dare una mano, a offrire un bicchiere d’acqua o a fare quattro chiacchiere amichevoli, perché magari vive da solo.
Se poi ci fermano per la strada con un’offerta «da non perdere» e vogliono venderci qualcosa che è un affare... diffidate perché il vero affare lo fa solo il truffatore. In caso di dubbio contattare il 112, Nue (numero unico emergenza). Proprio per mettere «sul chi vive» soprattutto gli anziani, vittime preferite dei truffatori, il capitano dei carbinieri di Rho Simone Musella ha raccontato alle persone in chiesa alcune tra le più diffuse truffe, con l’accorgimento che ogni giorno i malviventi ne inventano una nuova.

Il falso amico del figlio

«Buongiorno, sono un ex compagno di classe di suo figlio». «Di chi, di Marco?» risponde il malcapitato o la malcapitata. «Sì, proprio di Marco. Faccio il rappresentante e mi ha comprato un giubbotto di pelle, ma non posso aspettarlo, può pagarlo lei?». Così in poche battute si consuma una delle truffe più in voga del momento. Certo, al posto del giubbotto i truffatori possono proporre un altro articolo, ma lo scopo del raggiro è identico. Il dato comune è che il truffatore fa credere di essere amico di un vostro famigliare e che quest’ultimo gli deve dei soldi. A meno che non siate stati avvisati dal parente in questione, il consiglio è sempre di diffidare e prima fare una telefonata all’interessato; telefonata da fare direttamente col proprio telefono, da non far fare al presunto amico che, altrimenti, potrebbe fare una finta telefonata oppure chiamare un complice. «Meglio ancora... chiamate il 112 e vedrete che il truffatore si allontanerà di tutta fretta», è l’invito della Questura.

Il falso postino

Un truffatore fingendo di essere un postino, chiede a un’anziana di scendere al piano terra per firmare una raccomandata.  Pensando di risolvere la cosa in breve tempo, la signora lascia aperta la porta di casa. Mentre la donna si trova con il falso postino vicino al portone, entra nel condominio un complice travestito da fattorino.
Approfittando della situazione il finto fattorino entra nell’appartamento della vittima e la deruba dei soldi e dei preziosi, nascondendoli dentro un contenitore che ha con sé.
In questo caso il consiglio è di non lasciare mai la porta di casa aperta se non si rimane nelle immediate vicinanze.

La falsa benedizione

Due finte suore abbordano delle signore anziane con la scusa che il nuovo parroco deve benedire le case. Le religiose fissano l’appuntamento per la benedizione e si presentano con un falso prete. A questo punto mentre il «prete» e una «suora» distraggono l’anziana con preghiere e riti, l’altra, con la scusa di andare in bagno, ha modo di andare nelle varie stanze della casa e derubare la signora di soldi e preziosi. La riuscita di questa truffa sfrutta la fiducia che le persone hanno verso i religiosi. E’ bene sapere che in questi casi i malfattori cercano di imitare i riti religiosi e quindi essere sospettosi ancor prima di dargli un appuntamento può smascherarli. Il consiglio quindi è di non fare entrare in casa persone anche con indosso abiti religiosi qualsiasi sia la scusa e nel dubbio si può chiamare il 112.

I falsi operai Enel

Prima individuano la vittima e poi la chiamano al telefono presentandosi come operai Enel. Due truffatori durante la telefonata spiegano che devono istallare in casa un apparecchio conforme alle nuove normative europee e che trovandosi in zona potrebbero farlo anche subito. Una volta entrati in casa del malcapitato uno dei malfattori finge di mettersi subito al lavoro, l’altro distrae la vittima con la scusa di controllare le bollette già pagate riesce a farla allontanare. Appena rimasti soli, i falsi operai cominciano ad arraffare gli oggetti di valore che trovano nelle varie stanze della casa. Ancora una volta si sfrutta la fiducia del malcapitato o della malcapitata.

Falsi rappresentanti delle forze dell'ordine

I malviventi con false divise da Poliziotti o da Carabinieri riescono a entrare in casa di un’anziana e, con la scusa che in zona sono stati messi a segno alcuni furti e una parte del bottino è stato recuperato, le chiedono di verificare se le è stato rubato qualcosa. La malcapitata fidandosi di quelle persone in divisa va a controllare e inconsapevolmente svela dove tiene nascoste le sue cose di valore.  A questo punto, uno dei due finti Carabinieri distrae la vittima con la scusa di fare un verbale, mentre l’altro, simulando la necessità di eseguire un ulteriore controllo, va direttamente al nascondiglio mostrato in precedenza dalla signora e tranquillamente gli porta via tutti i valori.
La riuscita di questa truffa sfrutta la fiducia che le persone hanno verso le forze dell’ordine.
È bene sapere che in questi casi i malfattori cercano di imitare sia la divisa che il modo di operare ed essere sospettosi ancor prima di aprirgli la porta può smascherarli.
Altro esempio di truffa, avvenuto di recente in provincia, è la telefonata da parte di una persona, che si qualifica quale membro dell’Associazione nazionale Carabinieri, e che richiede il pagamento di una somma per la presunta sottoscrizione di un abbonamento alla rivista «Il Carabiniere», minacciando in caso contrario di adire le vie legali.
Il consiglio quindi è quello di non fare entrare in casa persone sconosciute e di prestare molta attenzione anche quando indossano una divisa qualsiasi sia la scusa, di non cedere alle richieste telefoniche di somme denaro per l’acquisto di materiale (riviste, calendari, ecc...) da parte di persone che si qualificano come appartenenti alle forze dell’ordine, in quanto tali iniziative sono ampiamente pubblicizzate e non si realizzano mai nella vendita porta a porta.