Il “batterio killer” Serratia marcescens e il miracolo della polenta sanguinante

Dalla tragedia del bimbo deceduto a Brescia ci si chiede cosa sia questo batterio. La risposta è anche nel nostro folklore.

Il “batterio killer” Serratia marcescens e il miracolo della polenta sanguinante
Saronno, 11 Agosto 2018 ore 17:07

(In foto: Escherichia Coli, come Serratia appartenente alla famiglia delle Enterobacteriaceae).

Un batterio killer, come è stato denominato. E’ salito agli onori della cronaca per la triste vicenda del neonato deceduto a Brescia, come riporta Brescia Settegiorni, morto probabilmente a causa di un’infezione da questo batterio. Anche se le indagini sono ancora in corso, in molti si chiedono se c’è un vero e proprio rischio per la salute.

Non proprio “batterio killer”

Il batterio Serratia Marcescens è un saprofita del terreno, che se lasciato crescere presenta delle colonie rosse molto riconoscibili. Come l’Escherichia Coli, non è di per sé un “batterio killer”, ma se in concentrazione elevata e in particolari casi, come in un bimbo nato prematuro e con le difese immunitarie ancora in fase di sviluppo, può diventare critico.

Attenzione ad abusare degli antibiotici

Il Ministero della Sanità mette comunque in guardia dalla diffusione di Enterobatteri multi-resistenti in Italia, invitando a non eccedere nel consumo di antibiotici, perché questi “insegnano” al batterio come sviluppare resistenza, e come trasmetterla rapidamente ad altri batteri simili. Il risultato, serve creare antibiotici sempre più potenti. Si mette infatti in guardia il personale medico, ma anche il singolo cittadino, a non esagerare con l’uso di antibiotici, soprattutto in caso di forme influenzali delle quali non si conosce l’origine, che potrebbero magari essere virali. E contro i virus, molto più piccoli dei batteri, l’antibiotico non serve a nulla.

Il miracolo della polenta sanguinante

Se il batterio Serratia marcescens può essere l’incubo degli pneumologi, perché capita che si annidi nei macchinari respiratori, nel nostro territorio è però conosciuto nel folklore per un fenomeno curioso: quello del “miracolo della polenta sanguinante”.

L’abitudine infatti delle nostre nonne di lasciare un tagliere di polenta sul tavolo, spesso per giorni e in cattive condizioni igieniche, faceva sì che occasionalmente il batterio ci sviluppasse sopra la sua tipica colonia rossa.

Qualcuno deve aver frainteso la proliferazione con una sorta di miracolo, e da lì il nome.