I Barabba’s Clowns corrono per il Rwanda

E' il primo anno che l'associazione partecipa alla maratona, come spiega il presidente Luca Bellini.

I Barabba’s Clowns corrono per il Rwanda
Rhodense, 29 Marzo 2018 ore 11:10

Sei team di quattro corridori alla Maratona di Milano in staffetta si faranno promotori di 3 progetti di accoglienza e cooperazione. L’obiettivo dei Barabba's Clowns di Arese è raccogliere fondi da mandare in Africa.

I Barabba's Clown alla Milano Marathon

I Barabba's Clowns quest’anno sono partner della Charity Program della Milano Marathon. Il Charity Program è il grande progetto di solidarietà creato e sostenuto da Milano Marathon che permette a tutti i runner di correre per un'organizzazione no profit e di aiutarla a raccogliere donazioni.

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Due progetti per l'Africa

E' il primo anno che l'associazione partecipa alla maratona, come spiega il presidente Luca Bellini.

"Prenderemo parte alla maratona con tre progetti. Il “cappello” che abbiamo voluto dare all’iniziativa è “Un sorriso lungo 42km... e 195 metri”. Proprio per sottolineare che ogni metro è importante per il compimento del progetto e l’importanza del poco per il tutto. I primi due progetti sono dedicati all’Africa. Il progetto "Noi corriamo: voi state in salute!" ha l'obbiettivo di creare un fondo per le necessità sanitarie delle neo-mamme rwandesi e dei loro piccoli.

Il secondo, "Noi corriamo: voi fate la doccia!" ha l'obbiettivo, invece, di raccogliere fondi per realizzare nuovi servizi igienici al Villaggio dei Giovani di Musha in Rwanda. L'impegno economico complessivo sarà di oltre 8mila euro che cercheremo di raccogliere anche grazie al contributo di altre iniziative"

Un progetto rivolto ai "ragazzi difficili"

L’ultimo progetto riguarda il territorio aresino.

"Si chiama “Noi corriamo: voi fate sport” e ha l’intento di raccogliere fondi da destinare ai ragazzi con situazioni familiari difficili che vengono ospitati nelle nostre comunità. Vorremmo finanziare per loro attività sportive, al fine di migliorare i loro rapporti e le relazioni con la società in cui vivono".