Robecco

Gli animalisti protestano contro la macellazione (che non si fa più lì)

Sul posto anche i Carabinieri, ma da tempo l'azienda non effettua più la amcellazione rituale.

Gli animalisti protestano contro la macellazione (che non si fa più lì)
Cronaca Magenta e Abbiategrasso, 20 Luglio 2021 ore 15:20

Protesta degli animalisti contro la macellazione in occasione della festa del sacrificio. Un gruppo di persone del Fronte Animalista ha protestato lunedì 19 luglio contro la macellazione degli ovini, che vengono poi serviti come piatto sulle tavole dei musulmani per la tradizionale festa.

Gli animalisti protestano contro la macellazione

Una decina di animalisti si è riunita di fronte allo stabilimento  Chiodini carni Snc in strada Casterno, per protestare  contro il rituale di macellazione tradizionale islamico che prevede l’uccisione di pecore e montoni tramite sgozzamento e poi la colatura del sangue, considerato impuro dal Corano, dagli stessi, per poterli poi consumare. Prevedendo tafferugli e per proteggere i cancelli dell’azienda sono giunti un attaglione di Carabinieri da Milano, con una pattuglia da abbiategrasso  e la Polizia locale di Robecco. 

Nessuna macellazione di ovini a Robecco

Tanto fumo per niente, infatti l’azienda Chiodini, pur macellando altre specie animali, non fa più la macellazione rituale degli ovini. Gli animalisti hanno comunque protestato pacificamente contro una pratica che considerano orrenda, ma anche contro le macellazione di tutte le specie animali, che implicano altrettante pratiche cruente, per sensibilizzare l’opinione pubblica a cambiare abitudini alimentari, non consumando più carne, evitando così sofferenze agli animali, ma anche diminuendo gli allevamenti intensivi che contaminano terra, acque dolci e mari.  

La tradizione

Le famiglie musulmane una volta macellavano in proprio gli ovini, ma da alcuni anni la normativa sanitaria italiana, prevede che le macellazioni rituali possono essere effettuate esclusivamente negli impianti autorizzati, in presenza di un veterinario. Da quando il macello di Casterno non ha più chiesto l’autorizzazione per questa pratica, i musulmani che vogliono mantenere la tradizione si rivolgono al quelli di Novara o di Brescia, mentre alcuni spediscono i soldi nei loro Paesi di origine ai parenti, che macellano per loro.