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IL CORAGGIO DI OGNI GIORNO

Giornata nazionale della legalità a Rescaldina

Un lenzuolo bianco e un minuto di silenzio nel Comune per ricordare le vittime della strage di Capaci del 23 maggio 1992, ma non solo: un pensiero anche a chi si è prodigato nella gestione dell'emergenza sanitaria.

Giornata nazionale della legalità a Rescaldina
Cronaca Legnano e Altomilanese, 23 Maggio 2020 ore 13:59

Giornata nazionale della legalità a Rescaldina. Un lenzuolo bianco e un minuto di silenzio nel Comune per ricordare le vittime della strage di Capaci del 23 maggio 1992, ma non solo: un pensiero anche a chi si è prodigato nella gestione dell'emergenza sanitaria.

Giornata nazionale della legalità a Rescaldina

Il Comune di Rescaldina, come spiega l'Amministrazione guidata dal sindaco Gilles Ielo, "ricorda le vittime della strage di Capaci del 23 maggio 1992, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo, gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Abbiamo esposto un lenzuolo bianco sulla facciata del municipio e alle 17.57, orario della strage, osserveremo un minuto di raccoglimento e il silenzio, come si farà in tutta Italia.
Oggi è il giorno della commemorazione di quella tragedia, vero e proprio atto sovversivo e terroristico, che ha segnato la storia, scelta per celebrare la Giornata nazionale della legalità. Una data simbolo per la lotta contro tutte le mafie che deve essere ricordata e celebrata sempre, anche in un periodo come questo.
In quell’anno, il 1992, solo due mesi dopo, un’altra strage mafiosa lacerava il nostro Paese. In via D’Amelio a Palermo, il 19 luglio, vennero assassinati anche Paolo Borsellino e Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traiana, gli agenti della scorta.
Oggi, come ha chiesto Maria Falcone presidente della Fondazione e la stessa Anci che ha accolto la proposta, dedichiamo questa giornata a tutti coloro che in questi mesi si sono prodigati, con abnegazione e grande senso del dovere, nella difficile gestione di questa emergenza. Creiamo un collegamento ideale tra il sacrificio delle donne e degli uomini che per servire lo Stato hanno perso la vita per mano mafiosa e il coraggio e l’impegno dei tantissimi operatori della sanità, volontari, Forze dell’Ordine che sono stati in prima linea sia nel soccorso e nella cura sia nelle azioni di contrasto e di contenimento del virus.
In questa lotta è indispensabile scegliere da che parte stare, non abbiamo alternative, perché in questi casi le terre di mezzo non sono altro che il miglior terreno di nutrimento per l’avanzata indisturbata della criminalità. Insieme noi possiamo vincere, perché siamo di più e perché siamo più forti, tutti noi, insieme alle migliori forze dello Stato, prendendo ad esempio gli ordinari gesti quotidiani di coraggio, di oggi e di ieri.
Le mafie sono il rigurgito che risale dai peggiori istinti dell’essere umano: predazione, speculazione, egoismo, arroganza, disprezzo, ingiustizia, dominio dell’essere umano sull'essere umano, ma, come ricordava Giovanni Falcone 'la mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine'. Uniamo i nostri ordinari gesti quotidiani per far sì che questa fine arrivi il prima possibile".

 

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