Fumetto Ramelli: sì a un'iniziativa privata, no a una pubblica

Anche il Movimento 5 stelle interviene sul caso che sta facendo discutere la città.

Fumetto Ramelli: sì a un'iniziativa privata, no a una pubblica
Legnano e Altomilanese, 17 Gennaio 2018 ore 10:44

Fumetto Ramelli, anche il Movimento 5 stelle interviene sul caso che sta facendo discutere Legnano.

Fumetto Ramelli: "Apprezziamo lo spostamento dell'iniziativa"

"L’iniziativa del partito Fratelli d’Italia e di Lealtà e Azione in ricordo di Sergio Ramelli non si terrà più al Leone da Perego, bensì presso un albergo della città. I vari appelli lanciati all’Amministrazione comunale l’hanno convinta a recedere che l’iniziativa si svolgesse in un luogo di proprietà del Comune di Legnano. Una decisione che apprezziamo". A parlare così è il Movimento 5 stelle di Legnano. Il riferimento è alla presentazione del fumetto su Sergio Ramelli, militante milanese del Fronte della gioventù, morto a 19 anni nel 1975 a causa di un'aggressione a opera di un gruppo appartenente ad Avanguardia operaia. Per dovere di cronaca, segnaliamo che Fratelli d'Italia ha motivato lo spostamento dell'iniziativa (dal Palazzo Leone da Perego all'Hotel Palace) con "ragioni organizzative".

"No all'apologia del nazifascismo"

"Il Movimento 5 stelle - prosegue la nota dei pentastellati - non si contrappone a un'iniziativa privata in ricordo di Sergio Ramelli ma si contrappone a un'iniziativa pubblica in suo ricordo anche in considerazione del fatto che uno dei promotori è un gruppo palesemente di estrema destra. Ricordare l’uccisione di Sergio Ramelli e rispettare il dolore della famiglia e degli amici non deve essere occasione di apologia del nazifascismo, la Costituzione a tal proposito vieta tassativamente la ricostituzione sotto ogni forma del partito fascista".

"Condividiamo il presidio in San Magno"

"Il Movimento 5 stelle - concludono i grillini legnanesi - condivide anche il presidio organizzato da varie forze e associazioni antifasciste che si terrà mercoledì 17 in piazza San Magno, con l’intento di sollecitare le istituzioni superiori all’applicazione integrale del dettato costituzionale".