Chiesa 2.0

Don Paolo ai baranzatesi: "Visitiamoci con una telefonata"

Un tentativo di far sentire meno soli i più fragili ai tempi del Coronavirus

Don Paolo ai baranzatesi: "Visitiamoci con una telefonata"
Cronaca Bollatese, 06 Marzo 2020 ore 10:59

“E’ possibile sentirsi comunità.... a distanza? Penso di sì! anche se l’occhio vorrebbe la sua parte”. Don Paolo Steffano della parrocchia di sant'Arialdo scrive ai fedeli per spiegare il Vangelo della seconda domenica di Quaresima a distanza, per via del Coronavirus.

Il Vangelo di domenica

“Questa domenica il testo evangelico parla dell’incontro tra Gesù e la Samaritana – dice - A volte pensiamo di avere gli strumenti giusti (il secchio, l’anfora...) per affrontare da soli i pozzi profondi, ma poi ci accorgiamo che non bastano o non servono per dissetare le nostre vite e le nostre domande più vere. Giovanni ci racconta di un Gesù capace di entrare nella storia di questa donna con uno stile incredibile, accettando anche di essere giudicato ("sei un giudeo!") e tenuto a distanza ("sei un uomo..."), ma è paziente e mira al cuore delle relazioni. In queste settimane stiamo sperimentando, chi più, chi meno, una sorta di vuoto: dagli impegni, dalle relazioni, dagli incontri. Ma incredibilmente possiamo scoprire altro: le cose essenziali, ciò che ci sta più a cuore, non confuso da mille altre cose”.

Don Paolo ai baranzatesi: "Visitiamoci con una telefonata"

Rivolge ai fedeli alcuni inviti e un compito comunitario: “Vi chiedo di pregare per tutti, ma in particolare per gli anziani, per le famiglie con i bambini e i ragazzi in età scolare (e soprattutto per le mamme), per gli infermieri e i medici che stanno vivendo da settimane ritmi e fatiche che non possiamo immaginare. Visitiamoci con una telefonata. Sicuramente ciascuno di noi chiama spesso i propri parenti durante la giornata, ma vi chiedo di allargare la vostra rubrica! Anche in questa situazione si può rimanere egoisti nelle nostre relazioni. Qualche telefonata gratuita allarga il cuore e ci fa sentire in comunità con tutti. Anche questo è un modo di fare la comunione. Ci sono persone anziane, famiglie di amici, volontari con cui condividiamo tanto situazioni particolari, che magari hanno bisogno o semplicemente sarebbero contenti, di sentire la voce di qualcuno fuori dal solito giro”.