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Don Fabio Turba nominato decano di Rho dall'arcivescovo Delpini

Il sacerdote stava reggendo già ad interim la guida del decanato rhodense, dopo la partenza di don Giuseppe Natale Vegezzi.

Don Fabio Turba nominato decano di Rho dall'arcivescovo Delpini
Rhodense, 19 Novembre 2018 ore 11:44

Don Fabio Turba, parroco di Cornaredo, è stato nominato decano di Rho dall'arcivescovo di Milano Mario Delpini.

Don Fabio Turba nuovo decano di Rho

L’Arcivescovo Mario Delpini ha nominato Don Fabio, Decano di Rho. Vista la terna di nominativi risultanti dalle elezioni che si sono tenute il 9 ottobre 2018 il parroco di Cornaredo è stato nominato alla guida del decanato a partire da oggi e sino al termine dell’attuale mandato (2015-2020).  Il sacerdote stava reggendo già ad interim la guida del decanato rhodense, dopo la partenza di don Giuseppe Natale Vegezzi.

Il ritratto fatto da Re Cecconi

Intanto don Luigi Re Cecconi ha tracciato un ritratto di don Fabio:

"Un sacerdote dedito alla preghiera piuttosto che alle chiacchiere, alla Chiesa piuttosto che ai pettegolezzi, al servizio di Dio piuttosto che al passare di casa in casa. Sant'Ambrogio mette in guardia i sacerdoti dal perdersi in cose vane – anche se volute dal popolo – e concentrarsi invece sul dialogo con il nostro Re, Gesù Cristo. La mia conoscenza di don Fabio è nata nel vederlo frequentare confessionali; è cresciuta nel celebrare con lui i divini misteri, sta maturando nel vederlo pregare silenziosamente, di giorno e spesso anche di notte, in Chiesa.

Poche volte ho conosciuto sacerdoti che frequentassero la preghiera così volentieri, ed è un regalo estremamente bello. La Chiesa oggi appare sperduta e zoppicante: vedere un sacerdote che non perde i suoi punti di riferimento infonde coraggio anche a me. Mi ritengo estremamente fortunato ad avere un parroco tanto buono, assiduo e fraterno come lui. A volte mi chiedo se lui stesso si renda conto del grande esempio che infonde a noi vicari più giovani: anche quando c'è qualcosa che non va, non ho mai sentito una parola cattiva o di sconforto.

Tutto è sempre riportato al Signore e a lui affidato. Altre volte invece non mi capacito di come possa correre qua e là, tra riunioni, appuntamenti e visite negli ospedali, senza mai lamentarsi: ma poi mi rendo conto di quanto lo faccia ad imitazione di Gesù nella sua giornata di Cafarnao. È proprio in questi giorni che mi convinco di avere a fianco non solo un parroco, un fratello, un sostegno: ma, come ci insegna la teologia, un vero e proprio alter Christus, da cui imparare ogni giorno a fare il prete.

Io sono con lui da due anni e vedo tutto questo; posso solo immaginare la stima di chi – come voi fedeli di Cornaredo che leggete – lo conosce da 10 bellissimi anni. Sant'Ambrogio – posso credere senza timore – sarebbe fiero di lui".