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Dipendenti della Sittam in protesta a Cornaredo

Mancato accordo fra sindacati e azienda sul licenziamento di venti persone del reparto amministrativo.

Dipendenti della Sittam in protesta a Cornaredo
Cronaca Rhodense, 19 Novembre 2019 ore 17:25

Dipendenti della Sittam in protesta a Cornaredo nella mattina di ieri, lunedì 18 novembre.

Dipendenti della Sittam in protesta a Cornaredo

Protesta fuori dai cancelli della Raben Sittam di Cornaredo a seguito del mancato accordo fra sindacati e azienda sul licenziamento di venti persone del reparto amministrativo dello storico stabilimento di Cornaredo. Lo sciopero è scattato nella mattinata di lunedì 18 novembre: fuori dai cancelli dell’azienda sono rimasti i dipendenti del settore amministrativo e alcuni colleghi del settore operativo, che non sarà invece toccato dai tagli.

Il commento della rappresentanza sindacale di FIlt Cgil Milano

«I lavoratori della Raben Sittam scioperano per protestare contro i 20 licenziamenti decisi dalla multinazionale polacca - ha spiegato la rappresentanza sindacale di FIlt Cgil Milano -. La Raben a marzo ha acquisito il 51% della Sittam e nella riorganizzazione programmata ha deciso di delocalizzare parte dell'amministrazione in Polonia. Su 38 lavoratori del reparto amministrativo ha dichiarato ben 20 esuberi. La prima fase del confronto sindacale si è chiusa il 5 novembre ed ha visto come risultato un mancato accordo. Le parti sono ancora distanti e l'azienda continua a non voler trovare una soluzione per tutti i lavoratori in esubero. Siamo in attesa che la regione ci convochi per espletare la seconda fase della procedura di legge in sede istituzionale. Oggi i lavoratori hanno risposto in modo compatto e si sono riuniti davanti all'azienda Raben Sittam di Cornaredo per dimostrare il proprio totale dissenso ad un'operazione motivata unicamente dal taglio di costi. La soluzione deve passare per forza sulla salvaguardia di tutti i lavoratori, nessuno escluso».

Presente anche Silvia Scurati

Presente sul posto la consigliera regionale Silvia Scurati, membro della IV commissione attività produttive:

«Questa mattina mi sono recata al presidio organizzato dai lavoratori della Raben Sittam per esprimere la mia totale solidarietà e vicinanza. Una mobilitazione giusta e pacifica – sottolinea Scurati - finalizzata unicamente a difendere i posti di lavoro dinanzi agli esuberi annunciati. Ho voluto ribadire il fatto che Regione Lombardia, così come avviene per tutte le crisi aziendali, ha avviato le procedure che le competono e il tavolo verrà già convocato nei prossimi giorni. Ovviamente come Consigliere regionale del territorio - conclude Scurati - continuerò a seguire da vicino l’evolversi della vicenda».

Cecchetti: "Solidarietà ai lavoratori"

«La Lega è solidale con i lavoratori della Raben Sittam di Cornaredo che, oggi, sono scesi in sciopero e in presidio davanti ai cancelli dell’azienda ha invece dichiarato il deputato Fabrizio Cecchetti - . Un’iniziativa che trova tutto il nostro appoggio, a ogni livello istituzionale e su cui Regione Lombardia ha aperto un tavolo di confronto. Purtroppo è l’ennesimo caso di un’azienda che annuncia esuberi in vista di una delocalizzazione, per altro in un settore strategico come quello della logistica, su cui pesa gravemente il dumping estero dovuto anche alle folli politiche europee che penalizzano il nostro Paese e i nostri lavoratori. Porterò in Parlamento il caso della Raben Sittam e dei 20 dipendenti per cui è stato annunciato il licenziamento collettivo. Vogliamo risposte certe da questo governo».

Le parole di Samuele Astuti

«Solidarietà ai lavoratori della Raben Sittam di Cornaredo scesi oggi in sciopero - ha commentato il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti - . L’azienda, che opera nel settore della logistica, ha annunciato 20 esuberi tra gli amministrativi, in vista di una delocalizzazione» ha detto l’esponente del Pd. Astuti ha assicurato di impegnarsi perché la Regione intervenga nella trattativa per evitare i licenziamenti collettivi e faccia valere la legge che mira a contrastare i fenomeni di delocalizzazione. La norma, ha attaccato il consigliere dem, è stata approvata nel gennaio del 2018 ma fino ad oggi non ha sortito nessun effetto».